Il manuale del Salary Cap

6) LOCKOUT

Quando il CBA è in scadenza, la Lega e l’Associazione Giocatori si incontrano per rinnovare gli accordi in precedenza presi: nel caso in cui non trovassero un accordo entro i termini stabiliti, potrebbe verificarsi il cosiddetto “lockout” (una sorta di “sciopero” che può portare o meno all’annullamento della stagione regolare per quell’anno).

Nella storia della NBA ci sono stati ben quattro lockout:

  • Nel 1995 (l’accordo si è trovato tre mesi prima dell’inizio della Regular Season);
  • Nel 1996 (non fu un vero e proprio lockout perché si risolse poche ore dopo l’annuncio);
  • Nel 1998-99 (la Regular Season è stata ridotta a 50 partite);
  • Nel 2011-12 (La Regular Season è stata ridotta a 66 partite).

Approfondiamo quanto successo nel 2011.

Quell’anno le squadre NBA avevano perso 300/340 milioni di dollari complessivi (22 squadre su 30 in rosso) ed i proprietari erano scontenti: richiesero una divisione tra giocatori e proprietari 50 e 50 del BRI ed una durata massima dei contratti inferiore a quella attuale. Alcuni dei proprietari proposero anche un HARD CAP come in NFL mentre altri una riduzione del 40 percento degli stipendi lordi dei giocatori con un limite del Salary Cap fissato a 45 milioni. I giocatori, capeggiati da Derek Fisher, contrattarono sulla suddivisione del BRI ma imposero un “no” categorico sulla proposta dei proprietari di imporre un Hard Cap. Il 26 novembre si trovò un accordo tra le parti: venne impostato un nuovo sistema di ripartizione del BRI (51 percento ai giocatori e 49 percento ai proprietari), si ridusse la durata massima dei contratti NBA e l’incremento massimo percentuale da un anno all’altro; entrò in vigore anche un sistema di Luxury Tax più severo con le squadre che superavano una certa soglia in termini di stipendi.

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