Il manuale del Salary Cap

28) INCENTIVI E BONUS CONTRATTUALI

I giocatori possono negoziare diverse tipologie di bonus all’interno dei propri contratti: la cosa “brutta” di questi bonus è che molto spesso sono segreti e non sono a conoscenza del pubblico indistinto.
Si può ottenere un bonus quando si raggiunge un determinato obiettivo previsto nel contratto, quando si viene scambiati (sempre se nel contratto c’è un “trade bonus”) oppure quando si è un giocatore internazionale (“International Player Bonus”: vedremo poi).

Per adesso ci concentreremo solo sui bonus che vengono inseriti nei contratti e, nel finale, sui bonus di firma.
Una prima distinzione che occorre fare è quella tra bonus “likely” (bonus facili da ottenere) e bonus “unlikely” (bonus difficili da ottenere).

Come si determina il fatto che un bonus sia likely o unlikely?

Dipende tutto da quello che è successo nella stagione precedente; se, per esempio, un giocatore ha segnato 25 punti nella scorsa stagione e nel contratto c’è scritto che riceverà 100k nel caso in cui segnasse 20+ punti nella stagione successiva, questo è un bonus “likely”.
Questa determinazione, a volte, può essere ignorata da parte della lega in casi eccezionali: per esempio, se il giocatore era infortunato nella stagione precedente.

Il totale dei bonus presenti nel contratto non può superare il 15% del salario totale.

I bonus “unlikely” non vengono contati a libro paga fino a quando non vengono raggiunti.
Il primo anno, però, bisogna stare nei limiti fissati dal Salary Cap e dalle eccezioni tenendo conto di TUTTI i bonus.
Per limitare il “giochino” che molte squadre facevano in passato di firmare giocatori con contratti bassi ed enormi bonus unlikely, il contratto che viene appena firmato (o l’estensione contrattuale) deve essere nei limiti del Cap room o delle varie eccezioni tenendo conto ANCHE dei bonus unlikely degli altri giocatori firmati a roster.

Tutti i bonus relativi alle performance che possono essere concessi nei contratti NBA devono avere come benchmark di riferimento una tra le statistiche si possono trovare sul sito stats.NBA.com (per esempio, non si può concedere un bonus che si basa sul PIPM -Player Impact Plus Minus- statistica inventata da Jacob Goldstein) o si devono basare sui premi che vengono assegnati dalla stessa lega (MVP, DPOY ecc).
Inoltre, non si possono fare paragoni con le stagioni precedenti; ad esempio: non si può inserire un bonus che preveda che il giocatore guadagnerà 200k nel caso in cui migliorasse la sua percentuale dal campo di oltre il 10%.

A seguito di trade, alcuni bonus possono passare da unlikely a likely. Se per esempio c’è un bonus relativo all’approdo ai playoff della squadra ed il giocatore passa da una squadra da 25 vittorie la scorsa stagione ad una da 50, il bonus diventa likely.
Oltre ai bonus legati alle performances del giocatore, questi tipi di bonus legati alla presenza della squadra ai playoff sono i più comuni.

Le ultime tipologie di bonus che possono essere inserite in un contratto sono quelle legate alla forma fisica del giocatore (famosissimo il caso di Boris Diaw: nel 2014-15 non poteva superare un tot di kg in termini di peso per guadagnare 500.000 dollari), al suo successo curricolare (se per esempio ottieni una laurea) e ad altre attività extra-sportive.
Comunque il CBA non è troppo specifico in questa sezione: questo vuol dire che ci si può sbizzarrire letteralmente e creare i bonus più strani immaginabili.

Altri appunti sui bonus? Non possono esserci sui contratti al minimo salariale o sui two-way contract; inoltre, il bonus può crescere negli anni del 5 o dell’8% (a seconda del tipo di contratto: li abbiamo visti in precedenza) e nelle estensioni contrattuali devono essere mantenuti gli stessi bonus del contratto originale.

Oltre alla famosa clausola inserita nel contratto di Diaw, ci sono state altre clausole divertenti nella storia NBA:

  • Un Bonus da 100.000 dollari per Nick Collison nel caso in cui avesse vinto l’MVP;
  • Il fatto che Michael Jordan potesse giocare a basket in qualsiasi momento in qualsiasi luogo senza limiti (di solito i giocatori NBA hanno dei limiti legati alle partite extra-NBA).

Un’altra categoria di bonus sono i cosiddetti bonus di firma che vengono pagati in anticipo al giocatore non appena firma il nuovo contratto.
I bonus di firma non possono superare il 15% del contratto totale (10% nel caso di Offer Sheet) e sono compresi a libro paga ma vengono distribuiti in maniera uguale in base agli anni di durata del contratto.
I bonus di firma possono anche portare a delle ristrutturazioni di alcuni contratti. Se per esempio un giocatore firma al massimo salariale può superare questo limite e quindi un eventuale bonus di firma porta ad una ridimensione del contratto (il totale rimane uguale, ovvero il max, ma si anticipa una parte subito).

 

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