Il manuale del Salary Cap

25) TAGLI E STRETCH PROVISION

Nel caso in cui una squadra non desideri più un giocatore a roster, può decidere di tagliarlo. Il giocatore rimane “on waivers” per 48 ore: in questo periodo di tempo le altre squadre possono reclamarlo e pagargli il contratto aggiungendo una commissione di $1000 da pagare alla lega per poterlo reclamare. Una volta a roster, il giocatore non può essere scambiato prima di 30 giorni.

Il posto a roster invece si libera appena il giocatore viene tagliato e non serve aspettare le 48 ore. Una squadra può reclamarlo in questi tre casi:

  • Se è sotto il limite fissato dal Salary Cap e ha abbastanza spazio salariale per assorbire il contratto del giocatore;
  • Se la ha una Disabled Player Exception che copra il contratto del giocatore (il quale deve diventare free agent a fine stagione, in quanto non si possono reclamare giocatori con contratti pluriennali con questa eccezione);
  • Nel caso in cui la squadra abbia una Trade Exception dal valore almeno pari al contratto del giocatore.

In questo caso, il contratto del giocatore reclamato sparisce dalla situazione salariale della vecchia squadra e finisce nella nuova.

Se per caso due squadre o più dovessero reclamarlo, il giocatore finirebbe nella squadra con il record peggiore.

A livello di diritti invece la situazione è questa: se il giocatore che viene reclamato aveva maturato gli Early Bird Rights, essi rimangono; se aveva maturato i Bird Rights, essi vengono declassati ad Early Bird Rights. Nel caso in cui nessun’altra squadra lo reclami, allora a quel punto il giocatore diventerebbe free agent. Da quel momento in poi può negoziare un qualsiasi contratto con qualsiasi squadra a qualsiasi cifra. Di solito si firma a cifre più basse perché comunque il giocatore riceve un doppio stipendio e ha quindi un potere contrattuale minore. Lo stipendio garantito che aveva con la squadra precedente gli verrà comunque ancora pagato e figurerà lo stesso a libro paga nonostante il taglio. Se, per esempio, lo stipendio garantito è il 50% e viene tagliato a metà stagione, allora figurerà a libro paga solo il 50%; mentre se viene tagliato sul finale di stagione, lo stipendio garantito che rimarrà a libro paga aumenterà di percentuale in proporzione. La squadra originaria, sempre nel caso in cui il giocatore non venisse reclamato da nessuno nelle 48 ore ma venisse firmato dopo, potrebbe esercitare il “diritto di compensazione” chiedendo di ridurre l’ammontare da pagare al giocatore. L’importo dello sconto? La metà della differenza tra il nuovo stipendio del giocatore e lo stipendio minimo per un giocatore con un anno di esperienza in NBA.

È bene ricordare che il giocatore, nel caso firmasse con la nuova squadra dopo il 1° marzo, non potrebbe essere utilizzato ai Playoff. Questo limite vale sempre e comunque, non solo in caso di taglio.

L’unico caso in cui il giocatore non può essere tagliato è in caso di 10-day contract. In questo caso basta semplicemente notificare in maniera scritta al giocatore l’intenzione di lasciarlo free agent. Nel caso in cui il contratto sia superiore ai 250.000$, dopo il taglio si può applicare la “Stretch Provision”, in cui il contratto rimasto garantito viene spalmato su più anni in modo tale da ammortizzare il peso dello stesso nel corso del tempo. La squadra può anche scegliere di non “stretchare” il contratto ma deve comunicarlo alla lega entro la mezzanotte del giorno successivo al taglio. Se il contratto fosse inferiore ai 250.000 non si potrebbe applicare la “Stretch Provision”. Se il giocatore viene tagliato dal 1° luglio al 31 agosto, il salario rimanente viene pagato per il doppio degli anni rimanenti più uno (es: se restano due anni di contratto, lo stipendio si spalma su 2*2+1=5 anni) in misura uguale ogni anno. Nel caso in cui venisse tagliato dal 1° settembre in poi (come appena successo con Luol Deng), il salario della stagione che si deve giocare o che si sta giocando viene pagato normalmente e si “stretchano” gli anni di stipendio rimanenti. Dopo l’applicazione della Stretch Provision, il giocatore non può tornare nella squadra che lo ha tagliato prima della scadenza originaria del contratto. Per tutti quei contratti comprensivi di opzioni, deve essere specificato nel contratto se l’opzione si considera esercitata una volta che il giocatore viene tagliato e non ha più la facoltà di farlo.

Nel caso in cui, dopo una trade, un giocatore venga tagliato dalla nuova squadra, la squadra vecchia non può reclamarlo o comunque firmarlo prima di un anno dalla data della trade o fino al 1 luglio successivo alle fine del suo contratto (vale la data che arriva prima). Nel caso però venisse “tradato” ad una terza squadra, la prima squadra avrebbe tutto il diritto di firmarlo senza che debbano passare i termini temporali descritti in precedenza. Le squadre possono reclamare il giocatore anche offrendo meno del valore del contratto del giocatore in essere. Questo può essere fatto solo quando il giocatore è stato reputato idoneo a giocare da parte della NBA, ma la squadra che poi lo ha tagliato si è rifiutata di farlo giocare. La nuova squadra che se lo è aggiudicato dovrà pagare al giocatore il valore dell’offerta, eventuali bonus e l’ammontare del non garantito contenuto nel vecchio contratto. Il resto invece sarà pagato dalla vecchia squadra.

L’ultimo caso “importante” di giocatore tagliato e su cui è stata applicata la Stretch Provision è Joakim Noah.

 

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