Il manuale del Salary Cap

24) IL RITIRO DEI GIOCATORI

Per prima cosa bisogna dire che i giocatori con almeno tre anni di esperienza in NBA hanno l’assicurazione sanitaria ed un piano pensionistico notevole se rapportato alle pensioni degli altri sport professionistici americani.

Nel 1962 i giocatori con almeno cinque anni in NBA ricevevano dai 65 anni in poi 100 dollari al mese per sempre (i giocatori con 10+ anni in NBA, invece, ne ricevevano 200 al mese).

Ad oggi, i giocatori con almeno tre anni nella lega ricevono, a partire da 62 anni in poi, dai 60.000 ai 200.000 dollari circa all’anno. Invece, nel caso volessero anticipare la pensione dai 45 anni in poi, riceverebbero dai 19.000 ai 60.000 dollari annui.

Tornando agli aspetti prettamente “salariali”, per prima cosa bisogna dire che nel caso in cui un giocatore annunci il ritiro, il contratto dello stesso figura sempre a libro paga (a volte ci si accorda per un buyout ma è una situazione differente). Lo stesso giocatore può ripensarci e tornare a giocare per la squadra con cui ha ancora un contratto. La squadra, però, può essere contraria al suo ritiro per questioni salariali. In questo caso il giocatore si appella alla lega che lo inserisce nella “Voluntarily Retired list”: il giocatore non può tornare a giocare per almeno un anno senza il consenso dell’NBA Board of Governors e deve rinunciare al salario rimasto. Il termine di un anno viene messo per evitare che i giocatori utilizzino la scusa del ritiro per cambiare squadra.

Quindi ricapitolando: puoi ritirarti ma se la squadra non vuole il tuo ritiro devi chiederlo alla Nba e stare fermo per almeno un anno rinunciando all’eventuale stipendio rimanente.
Con i giocatori con cui si è in buoni rapporti (vedi Duncan con gli Spurs) di solito si arriva ad un accordo per il Buyout nel caso in cui il contratto non sia già scaduto, senza il bisogno di iscriversi alla “Voluntarily Retired list”.

Nel caso in cui il giocatore sia costretto, a causa di un infortunio e/o di una malattia, a concludere prematuramente la sua carriera, deve essere tagliato ed il contratto rimanente viene pagato lo stesso ma non figura più a Salary Cap (vedi il recente caso di Chris Bosh). L’esclusione dello stipendio dal Salary Cap può essere chiesta passato un anno dall’ultima partita giocata dal giocatore. Per determinare la gravità di un infortunio c’è un team di specialisti scelti dalla NBA che valuta separatamente le condizioni fisiche del giocatore. Nel caso in cui il giocatore riesca a tornare in campo per almeno 25 partite, però, lo stipendio torna a libro paga.

Uno dei passaggi più strani di quando ci si trova in questa situazione è che, nel caso un giocatore si ritiri (anche a causa di infortunio e/o malattia), la squadra non riceve alcun tipo di eccezione da spendere per altri giocatori.

 

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