Il manuale del Salary Cap

1) INTRODUZIONE

Come molti già sanno, il Salary Cap (“tetto salariale” in italiano) rappresenta un limite che le squadre in NBA devono rispettare nel pagamento degli stipendi ai propri giocatori; è stato introdotto per mantenere un equilibrio competitivo all’interno della lega.

Il limite salariale scelto nel caso della NBA è un “Soft Cap”: questo significa che è un limite valicabile grazie a tutta una serie di eccezioni che vedremo successivamente.

Il limite imposto dal Salary Cap viene stabilito da un contratto siglato tra la lega e l’associazione dei giocatori che predispone le “regole del gioco”: è il cosiddetto CBA (Collective Bargaining Agreement).

Una prima associazione dei giocatori è stata messa in piedi da Bob Cousy nel 1954 (anche se riconosciuta dalla lega solo 3 anni dopo). Una prima “battaglia” fu combattuta nel 1964 quando i giocatori lottarono per introdurre un piano pensionistico nel contratto collettivo. Il primo CBA, invece, fu sottoscritto nel 1970.

Il CBA attuale scade nel 2023-24 sebbene le parti possano recedere già nella stagione 2022-23. Il CBA, inoltre, scade automaticamente se:

  • L’Associazione dei giocatori cessa di esistere.
  • I ricavi derivanti dai diritti televisivi diminuiscono drasticamente.
  • Cause di forza maggiore impediscono di adempiere all’accordo.
  • Sono citate in tribunale alcune disposizioni previste nel CBA.

In foto l’evoluzione del Salary Cap nel corso degli anni:

 

 

Potrebbe stupirvi il fatto che la NBA aveva già un Salary Cap nel 1946-47 (55.000 dollari): la maggior parte dei giocatori guadagnava tra i 4000 e i 5000 dollari l’anno; il Salary Cap “moderno”, invece, è stato introdotto nel 1984-85 ed è stato fissato a 3.6 milioni di dollari (per la stagione 2018-19 è fissato a 101,869 milioni di dollari).

Ma come si calcola il Salary Cap ogni anno?

Si calcola tenendo conto del Basketball Related Income (BRI) atteso per la prossima stagione (ne parleremo dettagliatamente in seguito) che viene negoziato dalla lega e dall’Associazione giocatori entro il 30 giugno.

Per adesso si può anticipare che il BRI è come se fosse un paniere che comprende tutti gli introiti che la lega ha.

Il Salary Cap, quindi, è il 44.74 percento del BRI meno i benefici attesi e diviso il numero di squadre presenti in NBA.

Il tutto poi viene aggiustato se, per esempio, la stagione precedente la lega non ha pagato abbastanza i giocatori (quindi se si è dovuto pagare un assegno supplementare a causa di un BRI reale superiore a quello atteso); lo stesso discorso si può fare se i giocatori sono stati pagati più del dovuto.

Nel caso in cui non si riuscisse ad arrivare ad un accordo entro il 30 giugno, il Salary Cap si determinerebbe a partire dall’importo stabilito per i diritti televisivi nazionali e a partite dal BRI della stagione precedente aumentato del 4.5 percento.

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