Il manuale del Salary Cap

18) CONTRATTI DEI ROOKIES

Non ci si può addentrare nei meandri del Draft senza avere prima qualche chiarimento sui contratti dei rookies scelti al Draft. Basta ricordare solo che il Draft così come lo conosciamo oggi (e quindi con due turni da trenta scelte ciascuno) esiste dal 2005. I contratti dei rookies scelti al Draft variano drasticamente a seconda se un giocatore viene scelto al primo o ad al secondo turno; variano, inoltre, a seconda della posizione in cui vieni scelto.

1) GIOCATORI SCELTI AL PRIMO TURNO

I contratti dei rookies scelti al primo giro sono pre-determinati entro certi limiti stabiliti dalla “rookie scale” (questo accade dal 1995). Questa rookie scale viene determinata ogni anno entro il 30 giugno semplicemente applicando la variazione percentuale da un anno all’altro del Salary Cap alla rookie scale dell’anno precedente.

Sono contratti biennali con team option per il terzo ed il quarto anno nella lega (il quarto anno è calcolato in percentuale rispetto al terzo). La rookie scale, inoltre, pre-determina anche l’ammontare dalla Qualifying Offer per quando diventerà Restricted Free Agent (in uscita dal contratto da rookie).

La squadra può decidere di firmare il giocatore prendendo la rookie scale come base ma stando tra l’80 ed il 120 percento del valore proposto in tabella.

In foto potete trovare la rookie scale dei giocatori scelti in Lottery (top 14).

Serve ricordare poi che, per firmare i rookies scelti al primo giro, si può sempre sforare il limite fissato dal Salary Cap.

E’ buona usanza dare il 120 percento ai rookie su cui si punta davvero per dimostrargli fiducia.

Talvolta, però, può capire che il rookie non venga firmato subito (nell’ipotesi remota che non si raggiunga un accordo entro il 10 gennaio, il valore degli importi presenti nella rookie scale diminuisce progressivamente).

Per esercitare la team option, la squadra ha tempo fino al 31 ottobre della stagione precedente (può esercitare contemporaneamente le opzioni per il terzo ed il quarto anno).

Nel caso in cui la squadra eserciti entrambe le team option più la Qualifying Offer, allora il giocatore diventerà RFA (in caso contrario diventerà UFA).

Nel caso in cui la squadra non eserciti l’opzione, abbiamo detto che il giocatore diventerà UFA. La cosa particolare è che la squadra non può rifirmare il rookie ad uno stipendio superiore al 120 percento del valore presente in rookie scale (per evitare di aggirare i paletti imposti dalla NBA e dare più soldi ai rookies).

Il rookie in uscita dal contratto può comunque decidere di accettare la Qualifying Offer e diventerà UFA l’anno successivo.

Il valore della Qualifying è quello presente in tabella (in percentuale rispetto allo stipendio preso il quarto anno) ma può aumentare qualora il giocatore soddisfi gli “starter criteria”.

2) GIOCATORI SCELTI AL SECONDO GIRO

I giocatori scelti al secondo turno del Draft NBA non hanno specifiche restrizioni per quanto riguarda i contratti che possono firmare (possono firmare dal minimo al massimo salariale così come possono firmare un two-way contract) e non hanno Cap Hold.

Al contrario delle scelte al primo giro, però, i giocatori scelti al secondo giro non possono essere firmati per un importo maggiore del minimo salariale sforando il limite fissato dal Salary Cap: possono essere firmati solo con Cap room o con le eccezioni disponibili.

Nel caso in cui il giocatore scelto al Draft giochi in una squadre professionista all’estero, la squadra mantiene i diritti sul giocatore fino ad un anno dopo la scadenza del contratto del giocatore con l’altra squadra.

Quindi fino a quando gioca in Europa, per esempio, i diritti rimangono. In tutti gli altri casi, la squadra mantiene i diritti sul giocatore fino alla data del Draft successivo. Se il giocatore non viene firmato dalla squadra che ne ha diritto nel tempo utile, potrà dichiararsi al prossimo Draft.

Fino a quando il rookie scelto al primo giro non viene firmato, però, nel monte salari figura con un Cap Hold del 120 percento dell’importo presente nella rookie scale. Se la squadra rinuncia ai diritti sul giocatore, chiaramente il Cap Hold sparisce; idem se il giocatore firma con una squadra al di fuori della NBA.

 

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