7 possibili destinazioni di LeBron James

MIAMI HEAT

Perché si
Il tre volte campione NBA punterà alla felicità della sua famiglia che per la prima volta, come menzionato dall’insider Brian Windhorst, dovrà fare i conti con le decisioni coscienti dei figli Bronny e Bryce che negli ultimi giorni si sono dilettati sui parquet del South Florida per la gioia ingiustificata di svariati tifosi locali. Per quello che conta, moglie e progenie non volevano lasciare Miami quattro anni fa ma, nonostante la buona qualità della vita, gli Heat non possono offrire nulla di più.

Perché no
I contratti di Tyler Johnson e le scelte cedute nell’affare Dràgic hanno messo un timer sulle teste della dirigenza, che ha speso fino all’ultimo centesimo di spazio salariale per un gruppo di ottimi gregari da metà classifica. Miami è pericolosamente vicina a pagare un’esosa luxury tax senza poter ambire ad obiettivi concreti che non siano i Playoff, e questo basterebbe a chiudere ogni discussione.

Come arrivarci
La sola via percorribile è un Sign&Trade con Cleveland, la quale tuttavia non ha il minimo interesse a favorire manovre simili dopo i salassi degli ultimi anni. In Ohio potrebbero finire Hassan Whiteside, Josh Richardson, Justise Winslow e la prima scelta del 2019 in uno scambio che potrebbe comprendere anche Tristan Thompson per ragioni di dump salary. Ma per quale motivo Gilbert dovrebbe accettare un accordo simile? Nessuno, considerato anche lo scarso valore di mercato dei giovani Heatles il cui value resta ancora relativo a quelle di proiezioni future e teoriche. Con l’arrrivo di LeBron Miami si troverebbe da un lato con un nucleo di veterani affidabili, circondati da un’unica punta di diamante, ma dall’altro senza il talento necessario per sottrarre lavoro a James e senza la possibilità di migliorare significante il roster, visto il blocco salariale persistente. Nella prossima stagione la franchigia ha già dieci giocatori sotto contratto senza contare i rinnovi di Ellington e Wade che questo punto dovrebbe prendere meno della MLE da 5 milioni. Un roster formato da LeBron James e un gruppo di veterani connotati da scarsi margini di miglioramento basterebbe a sconfiggere lo Star Power delle zone alte della Conference e Golden State? No, nemmeno per sbaglio.

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