7 possibili destinazioni di LeBron James

BOSTON CELTICS

Perchè si
Sarebbe la prima volta in cui si vedrebbe Lebron James integrato in un sistema, quello di Brad Stevens. Il coach di Boston ha dimostrato una grandissima adattabilità alle caratteristiche dei giocatori a disposizione e con James a roster potrebbe inventare veramente qualsiasi cosa. Dal canto suo, LeBron si ritroverebbe in una situazione opposta a quella in cui ha giocato quest’anno, trovandosi a svolgere compiti precisi, con responsabilità limitate e possibilità di centellinare le energie arrivando ai playoffs con ancora molta benzina nel serbatoio. I Celtics inoltre gli permetterebbero di rimanere ad est e, in tutta probabilità, incrementare la sua striscia di Finals consecutive raggiunte. A Boston poi LeBron si ritroverebbe a far parte di un roster super competitivo che, con il suo innesto, avrebbe delle reali possibilità di battere Golden State. Infatti il core è decisamente giovane e, eccezion fatta per Al Horford, fornirebbe un orizzonte futuro più tranquillo per Lebron. Ecco perchè, sulla carta, Beantown potrebbe essere una delle migliori destinazioni in assoluto per il numero 23.

Perchè no
Perchè Lebron in un sistema così sviluppato non lo si è mai visto e non è così scontato che il suo approccio sia per forza positivo. Essere abituato a giocare in una determinata maniera potrebbe presupporre una certa difficoltà di adattamento, cosa che per certi versi si è già vista nel primo anno di LeBron a Miami. Quello che abbiamo davanti è senza alcun dubbio un Lebron più maturo ma che nel corso della sua carriera si è sempre riservato una certa influenza sulle scelte tecniche e manageriali, cosa che a Boston molto difficilmente potrebbe accadere. Oltre a tutto questo, non bisogna dimenticare il fattore Kyrie. Ad oggi non è ancora molto chiara la dinamica si come i due si sono detti addio a Cleveland e quanto la decisione ddi chiedere la trade da parte di Irving sia stata causata dalla presenza di Lebron James. Già in questi giorni i rumors insinuano un Kyrie pronto a interrompere le trattative del rinnovo qualora i Celtics cerchino di arrivare al nativo di Akron. Se questa notizia fosse vera (anche solo in parte), sarebbe praticamente impossibile immaginare che il front office corra il rischio di far naufragare un progetto ben indirizzato solo per delle antipatie all’interno dello spogliatoio.

Come arrivarci
L’unico modo per provare ad immaginarsi LeBron James con la canotta biancoverde è tramite una trade stile Chris Paul ai Rockets. I Celtics infatti non hanno spazio salariale se non per l’utilizzo della MLE o per un minimo salariale. La contropartita giusta per Cleveland potrebbe essere Gordon Hayward, fresco di firma su un ricchissimo contratto da 128 milioni per quattro anni e reduce da un brutto infortunio. Per i Cavs questa idea potrebbe essere buona e Hayward potrebbe offrire alla franchigia dell’Ohio la possibilità di restare in zona playoffs, anche se in così facendo condannerebbe la franchigia a pagare ancora la luxury tax. Ma, viste le difficoltà che il front office sta incontrando nel liberarsi di alcuni contratti, la decisione migliore potrebbe essere quella di tenerli portandoli fino alla scadenza e continuare a centrare i playoffs grazie al contributo di un giocatore del livello di Hayward.

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