7 possibili destinazioni di LeBron James

LOS ANGELES LAKERS

Perchè si
Dopo il playoffs drought più lungo della storia della franchigia, l’idea di prendere il giocatore più forte del mondo è ovviamente qualcosa di estramamente allettante per front office e tifosi. In questi giorni il mercato NBA è pervaso di denso fumo nero, per cui non si riesce a distinguere i report più vicini alla realtà dalle manovre diversive; che la firma di James sia accompagnata o meno da quella di Paul George, è qualcosa che non intacca l’importanza capitale che avrebbe un colpo simile, guidando poi ad una serie di ramificazioni date dall’esigenza di circondare subito il Re di giocatori pronti a lottare per il titolo. Chiaramente l’arrivo di LeBron renderebbe immediatamente sacrificabili Ball, Ingram, Kuzma, Hart per raggiungere una stella, possibilmente Leonard, che possa rendere i Lakers competitivi contro Houston e Golden State. Una volta costruito il nucleo, il roster andrebbe completato usando quasi solo la mid level exception da 4mln e una serie di contratti al minimo salariale; se i Lakers dovessero infatti assemblare un super team, le opportunità di firmare qualche veterano non dovrebbe mancare.

Perchè no
Non ci sono reali motivazioni che spingano i Lakers a non volere LeBron James. Dopo anni di errori manageriali e tanking selvaggio, il nativo di Akron sposterebbe decisamente avanti l’asticella della ricostruzione dei gialloviola. Si possono individuare un paio di deboli controindicazioni che forse sarebbero tali solamente per lo stesso James:
1- L’arrivo del free agent più ambito di tutti, significherebbe procedere alla ricerca di altre stars – quindi presumibilmente Paul George per il quale i Lakers hanno spazio salariale – anche tramite trade. Quella per Kawhi Leonard, per esempio, porterebbe a privarsi di tanti giovani simbolo della rebuilding rimasti nel cuore dei tifosi, che invece si troverebbero a tifare un super-team costruito per cercare di vincere immediat…eh no, non ci sono reali controindicazioni.

Come arrivarci
A livello salariale la firma di James non richiede grandi manovre. I Lakers hanno già ricavato quasi 60 milioni di spazio e il supermax da 35 milioni di James non richiede ulteriore lavoro. Se invece fosse necessario arrivare ai 65 milioni per firmare anche George, bisognerebbe liberarsi dei contratti non garantiti di Zubac e Bryant (scelti al secondo giro), usare la stretch provision sul contratto di Deng e rinunciare a Randle, a meno che nessuna squadra gli faccia pervenire una proposta ufficiale nei primi giorni. Possedendo i Bird rights del giocatore, i Lakers potrebbero infatti ri-firmarlo se George e James dovessero scegliere rapidamente.

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