Playoff Takeaways 2018 Edition

Le squadre On the Clock

New Orleans Pelicans

I New Orleans Pelicans sono stati la sorpresa più piacevole di tutti i Playoff. È vero che la distanza tra il terzo e il sesto posto a Ovest era pressoché inesistente; ma in pochi pronosticavano il passaggio del turno di Davis e compagnia, men che meno con uno sweep ai danni di Portland. Il quintetto base dei Pelicans ha giocato in maniera eccellente, molto probabilmente salvando il posto a Gentry, con alcuni giocatori che hanno elevato il proprio gioco. Holiday ha giocato il miglior basket in carriera dai tempi di Philadelphia, con una difesa granitica contro Lillard e ottime percentuali in attacco; Mirotic era lo stratch four che serviva a questa squadra e Rondo ha perpetuato la leggenda di Playoff Rondo, con partite di culto come Gara 3 contro Golden State e in generale due serie che probabilmente hanno salvato la sua carriera. La grandissima stagione disputata da Davis, con il ruolo riconosciuto di miglior lungo della Lega, gli è valsa l’introduzione nel primo quintetto All Nba e quindi potrà chiedere il supermax da 230 milioni – il più alto nella storia – a partire dalla stagione 2020-21. Proprio il 2020 è un anno cruciale per questa franchigia: Davis sarà infatti free agent e potrà andare dove più riterrà opportuno (e le speculazioni su eventuali scambi sono già iniziate). La dirigenza Pelicans ha quindi due anni per costruirgli attorno un progetto che possa convincerlo a restare, con una situazione salariale tra le più complicate della Lega. Se fino a due mesi fa il rinnovo di Cousins sembrava scontato, la parte finale di stagione ha rimesso in discussione tutto visto che la squadra ha giocato meglio con DMC fuori dai giochi. Anche senza il rinnovo di Cousins, di cui Nola detiene le Bird rights dopo la trade con Sacramento, la situazione salariale è compromessa e le operazioni possibili sono ridotte ad acquisire comprimari di secondo livello.

Milawaukee Bucks

L’arrivo di Budenholzer ha portato fiducia in un ambiente che non sembrava averne più. I Playoff dei Bucks sono stati piuttosto deludenti con l’ennesima uscita al primo turno dell’era Antetokounmpo. Costruire attorno a un giocatore come Giannis è quasi impossibile perché nessun giocatore Nba è mai stato come lui. Questo permette sì grande libertà, ma anche grosse incognite. In più, la situazione salariale non aiuta. La trade per Bledsoe si è rivelata un flop (ed è il motivo per cui Milwaukee non ha scelte al primo giro quest’anno) e alcuni contratti molto pesanti bloccano la flessibilità futura (Dellavedova, Henson e Snell su tutti). In più c’è anche la grande incognita Jabari Parker, su cui decidere di investire è estremamente difficile vista sia la sua storia di infortuni sia il fatto che non ha mai brillato come ci si aspettava al draft del 2014. Uno small market come Milwaukee sa che attirare stelle in free agency è quasi impossibile e ancor più difficile è avere tra le mani un talento generazionale come Giannis. I Bucks sono in modalità win now obbligata per non perdere Giannis tra due estati, dunque quasi tutti i membri del roster potrebbero essere coinvolti in trade estive o di febbraio. Gli unici che al momento paiono incedibili sono Middleton, Maker e Brogdon; ma nel caso dovesse arrivare l’offerta giusta potrebbero partire lo stesso.

Minnesota Timberwolves

Nessuno pensava che Minnesota avesse qualche chance contro Houston, ma tornare ai Playoff dopo 14 anni è già motivo di gioia per la franchigia. Ma le cinque partite disputate hanno confermato alcuni trend negativi visti in Regular Season. Il più importante è che l’attacco passa troppo poco da Karl Antohny-Towns. Towns è uno dei lunghi più forti in attacco, e uno dei pochissimi a mettere sotto fisicamente Draymond Green, ma Minnesota lo sfrutta poco e male, non servendolo anche quando ha dei mismatch a favore. Il suo Usg Rate è solo il quinto più alto di squadra, addirittura Wiggins e Crawford ne hanno uno più alto, segno di come poco del gioco dei Lupi passi da sue letture. Coinvolgerlo in attacco potrebbe tenerlo attento e attivo in difesa, da sempre il suo tallone d’Achille.

Minnesota non arriva oltre gli 82 punti nella notte contro Houston, dimostrando di andare spesso in confusione e mal…

Pubblicato da The Shot su giovedì 19 aprile 2018

La scadenza del contratto di Butler impone ai Twolves di puntare ancora più in alto se non vogliono perdere un giocatore chiave per la squadra, anche se il suo ruolo sarà quello di secondo violino e primo difensore di squadra. Per migliorare la squadra, visto che il rinnovo di Towns porterà la squadra ben oltre il cap, potrebbe passare attraverso la cessione di Wiggins. Una squadra che potrebbe essere disposta a parlare di trade è Miami, dove sarebbe il primo violino. In cambio Minnesota potrebbe ottenere giocatori più funzionali come Richardson e Tyler Johnson. Il primo è uno dei difensori migliori della Lega, con tiro e un contratto ottimo (41 milioni per quattro anni). Jhonson invece ha un contratto alto, ma solo per due anni. In questo modo sarebbe più semplice a livello di salari pareggiare le offerte per Towns e Butler nel 2019 e 2020. In cambio Miami riceve un giocatore con ancora molti lati da esplorare e che non ha mai giocato da primo violino, venendo limitato da Twns e Butler in questi ultimi anni. Scambiare Teague sarebbe l’ideale, ma dopo la stagione sottotono – e un contratto molto alto – è più complicato muoverlo. Strutturata in questo modo Minnesota può fare i Playoff abbastanza tranquillamente, ma andare oltre al primo turno è un’impresa quasi impossibile. Migliorare sarà necessario se non si vuole sprecare il prime di Towns e il picco di Butler.

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