Euroleague Final Four: il destino d’Europa si decide a Belgrado

– A cura di Andrea Martinenghi e Roberto Fois

Dopo una stagione europea lunghissima, la seconda disputata con la regular season in formato conference, siamo arrivati alle Final 4 di Eurolega. Alla Kombak Arena di Belgrado, Real Madrid, Zalgiris Kaunas, CSKA Mosca e Fenerbahce sono le quattro protagoniste che si giocheranno il trofeo più importante d’Europa. Se tre di loro sono ormai da anni una presenza fissa alla fase finale di Eurolega, lo Zalgiris invece ritorna tra le migliori 4 d’Europa dopo un’assenza durata 17 anni. Era dal 2001 infatti, quando ancora la competizione non si chiamava Eurolega, che la squadra di Kaunas non riusciva ad arrivare così lontano nella massima competizione europea. Diamo un’occhiata  ad ognuna delle quattro squadre che da domani si daranno battaglia a Belgrado.

 

CSKA Mosca – Real Madrid

Sulla carta i moscoviti sono i favoriti. La squadra russa, segnata ancora dall’eliminazione dello scorso anno, ha costruito in estate una corazzata che non puntasse solo a vincere bensì a dominare in Europa. L’addio di Teodosic direzione L.A. sponda Clippers poteva far pensare ad un indebolimento dei russi ma il talento serbo è stato sostituito con Sergio Rodriguez: la combo guard ex-Real Madrid (contro cui i russi giocheranno la semifinale) ed ex-Sixers, liberatosi vista la scelta di Fultz al draft, che non ha fatto di certo rimpiangere Teodosic.

Risultato: 24-6 in regular season, primo posto mantenuto sin dalle prime giornate e con l’avanzare della competizione solo confermato. Miglior attacco d’Europa, 89,24 punti per partita in 34 match disputati, contando anche la serie vinta 3-1 contro i cugini del Khimki, ed un roster talmente lungo che nonostante le assenze di De Colo e di Kyle Hines – ossia 2/5 del quintetto titolare – non ha avuto particolari problemi a portare a casa le partite contro i sopracitati russi di uno scatenato Shved da 24,2 punti a partita.

Il CSKA è probabilmente la squadra con più talento, duttilità e profondità di questa final four: De Colo non ha uno ma ben due sostituti: Rodriguez, tanto abile a gestire la manovra quanto a segnare punti quando serve, e Westermann (che salterà però le final four per un infortunio alla schiena ndr.). Se le guardie hanno risposto presenti al forfait del francese, anche Hines è stato degnamente rimpiazzato da Otello Hunter. Quest’ultimo infatti, non ha la velocità, l’esplosività e la capacità di correre il campo di Hines, ma il suo atletismo e la sua verticalità lo rendono una presenza importante nel pitturato.

A Madrid invece si sogna in grande, dopo aver recuperato ed eliminato il Panathinaikos. Le scelte alla lottery sono state decise, e sembra che i Suns vista la firma di Kokoskov siano seriamente combattuti a quale giocatore affidare il propio futuro tra il freak americano Ayton oppure il talento sloveno Doncic: l’unica cosa certa è che alla fine di questa stagione Luka saluterà Madrid.

Quindi le ultime due partite di Doncic con il Real saranno trionfanti oppure il giovane sloveno dovrà vedere altri illustri colleghi alzare la coppa continentale?

Sicuramente l’accoppiamento con l’Armata Rossa non sorride né a Doncic né al Real in generale. Però, se il CSKA è il miglior attacco della competizione, l’attacco del Real è il secondo in Eurolega per efficienza, segnando 1,043 punti per possesso.

La serie contro il Pana è stato un banco di prova durissimo per i Blancos, che si trovavano ad affrontare una delle migliori difese d’Europa. Il Pana, infatti, ha chiuso al terzo posto per punti concessi nella Regular Season; tuttavia il Real Madrid ha superato la prova a pieni voti, considerando anche che le prime due partite della serie sono state giocate senza Llull e che tutto il peso dell’attacco è stato messo sulle spalle del fenomeno Doncic. Con le assenze di Llull e Campazzo gestire la totalità dell’attacco dei blancos ed essere lucido nell’arco dei 40 minuti, sia difensivamente che offensivamente, non è stato di certo facile per il play sloveno, che nonostante ciò non si è tirato indietro e ha disputato una serie di tutto rispetto.

Come il CSKA, anche il Real è una squadra a cui piace giocare a ritmi alti e sempre come i russi possono permetterselo visto l’impressionante atletismo degli esterni: Randolph, Thompkins, Taylor e Doncic stesso, giocatori che danno il meglio di loro in campo aperto e con un attacco che muova palla velocemente grazie a frequenti ribaltamenti di lato, per poter sfruttare velocità e atletismo nell’1v1. Ma allo stesso tempo la presenza nel roster di giocatori come Llull, Fernandez, Reyes e Carroll oltre ad Ayon, permettono al Real di giocare a ritmi più bassi, adattandosi all’avversario  Un Real a due facce quindi: dinamico, duttile, veloce e atletico oppure paziente, diligente, più fisico e con una dimensione incentrata più sul gioco dentro-fuori.

Le chiavi

Per il CSKA: da tener d’occhio è il quintetto piccolo, che potremmo vedere nel caso in cui il Real continui a dare pochi minuti ai suoi centri di riserva. Il quintetto in questione è estremamente duttile offensivamente, ma non per questo rinuncia alla pressione in difesa, potendo cambiare su tutti i blocchi. Quest’ultimo sarà un aspetto primario quando si gioca contro il Real: è la squadra che ha guidato il campionato per triple realizzate durante la regular season, con una media di 9,83 triple a partita. Il quitetto piccolo che solitamente è composto da Rodriguez (o Westermann), Higgins, Clyburn, Vorontsevich e Hunter (o Kurbanov, punta a giocare a ritmi alti, a correre il campo, e in contropiede è letale, soprattutto nel caso in cui Hines dovesse recuperare e giocare al posto di Hunter.

Per il Real: forti sì, imbattibili no. Il Real parte con gli sfavori del pronostico.  Fino ad ora, tolta gara 2 contro il Panathinaikos con un Reyes MVP, nei playoff si è notata una certa tendenza a far giocare parecchi minuti ad Ayon, lasciandone molti di meno ai lunghi in uscita dalla panchina. Il CSKA è una compagine capace praticamente di schierare due squadre, il che rende impensabile ridurre le rotazioni contro di loro. Coach Laso dovrà poi essere molto bravo negli aggiustamenti tattici: il quintetto “piccolo” del CSKA può creare moltissimi problemi a Reyes ad Ayon, che fisicamente non soffrono e sulla carta hanno il vantaggio a rimbalzo, ma se portati sul perimetro avranno molte difficoltà nel contenere nell’1v1 giocatori come Clyburn.

 

Highlights della sfida Rodriguez/Doncic.

 

Zalgiris Kaunas – Fenerbahce

ll Fenerbahce è la miglior difesa d’Europa, marchio di fabbrica delle squadre di coach Obradovic. Da quando il serbo siede sulla panchina della squadra turca, questa ha perso una sola partita di playoff: gara 3 contro il Baskonia nelle Final 8 di quest’anno.

Vincere significherebbe ripetersi dopo lo scorso anno e portare a casa per la seconda volta consecutiva l’Eurolega, anche se rispetto al 2017 sono tutt’altra squadra: gli inserimenti di Wanamaker, Thompson e Nunnally hanno solo giovato alla squadra, aggiungendosi al nucleo centrale formato da Datome, Sloukas (alla sua miglior stagione in carriera), Vesely e Bobby Dixon, abbonati alle Final 4 dal 2015 ormai. Gioco e giocatori consolidati, una squadra che è capace di trovare punti in area, grazie ad un Vesely molto ispirato quest’anno, settimo per index rating nella lega, secondo tra i lunghi per punti con 12,9, cui si aggiungono i 2,2 Off. Reb per partitama anche in grado di di segnare con efficacia dall’arco, 42,4% da 3 durante la regular season.

I turchi si trovano ad affrontare la Cenerentola di questa edizione 17-18 di Eurolega, il sorprendente Zalgiris Kaunas di coach Jasikevicius. Una squadra che ha superato lungamente le aspettative di chiunque, eliminando l’Olympiakos, grazie ad un gioco quasi sfrontato, frutto di un allenatore capace e anche di una mente libera da ogni pressione di dover necessariamente vincere: lo Zalgiris ha già vinto la sua EL arrivando così lontano, e ritrovarsi a dover affrontare una squadra che gioca per divertimento, conscia di essere inferiore, ma che non ha pressioni potrebbe essere un affare non da poco per i turchi, che invece hanno un collettivo costruito per vincere. Quinti per efficienza offensiva, 1,018 punti per possesso, nonché unica squadra tre le 8 qualificatesi alla fase finale, comprendendo le Final 8, ad aver battuto almeno una volta tutte le prime 4 squadre della Regular Season: ciò significa che nonostante si trattasse soltanto di stagione regolare, lo Zalgiris è già riuscito a battere il Fenerbahce.

Le chiavi

Per il Fener: Kevin Pangos è il go-to-guy dello Zalgiris. Il play sloveno è la chiave di volta degli avversari, bravo sia ad impostare la manovra che nel punire la minima disattenzione difensiva con la sua mano dall’arco. Sarà importante limitare non solo lui ma anche tutti gli esterni dello Zalgiris, pericolosi da 3 punti, ma meno atletici e meno prestanti fisicamente rispetto a quelli dei turchi. Sarà importante Wanamaker, che ha un vantaggio fisico netto rispetto a Pangos, e così come difensivamente può contenerlo benissimo nelle penetrazioni, offensivamente può sfruttare questa superiorità per attaccarlo dal post e costringere gli aiuti difensivi, oltre che a portare lo stesso Pangos a commettere fallo per limitarlo nel suo gioco.

Per lo Zalgiris: giocare seguendo la propria filosofia di gioco. È così che da sfavoriti sono riusciti a ribaltare il pronostico, unico upset delle Final 8, eliminando i più blasonati ed esperti giocatori dell’Olympiacos. Esperienza che manca – tolti alcuni elementi come Jankunas – alla maggior parte del roster dei lituani, e che se contro l’Olympiacos non è stato un fattore decisivo, alle Final 4 invece potrebbe rivelarsi letale. L’aspetto positivo, già citato, è che lo Zalgiris non ha nulla da dimostrare e giocherà senza pressioni. Se riusciranno a non cadere nella trappola di dover dimostrare qualcosa, forzando le giocate o pensando di poter battere il Fenerbahce al loro stesso gioco, allora potrebbero regalarci una partita interessante. Considerando che non si tratta di una serie, ma di un solo match che deciderà il futuro di entrambe, tutto può succedere.

 

Kevin Pangos sarà la spina nel fianco per Datome&Co.

 

Previsioni:

Semifinale  CSKA – Real : 60% 40%

È vero che Donicic è probabilmente uno di quei fenomeni che da queste parti si vede una volta ogni 40 anni, è vero che Llull è tornato, Fernandez e Carroll possono colpire ed incendiarsi in qualsiasi istante e che Ayon e Randolph sono una delle miglior coppie di lunghi in circolazione, però questo CSKA è difficilmente battibile. Il record di 24-6 parla per sé, e se c’è una favorita alla vittoria finale quella è proprio la corazzata russa.

Semifinale  Zalgiris – Fenerbahce: 30% 70%

Lo Zalgiris ha dimostrato di poter vincere contro tutti e ha la voglia di stupire ancora, ma la truppa turca difficilmente prende sotto gamba gli avversari. Jasikevicius è l’erede designato di Obradovic, l’allievo contro il maestro, ma per ora vediamo vincitore ancora Obradovic che può contare sulla maggior esperienza, su una panchina più lunga, affidabile e sul maggior talento dei suoi giocatori.

Finale CSKA – Fenerbahce: 51% 49%
È una finale e quindi basta veramente poco per sovvertire ogni logica, ogni piccolo episodio risulterà decisivo, ma proviamo a schierarci dalla parte del CSKA. Anche se tanto potrebbe dipendere dalle semifinali, sulla carta il Fener dovrebbe passare senza troppi grattacapi contro lo Zalgiris, ma come detto si tratta pur sempre di partite secche e tutto può accadere, mentre il CSKA affrontando il Real si trova un avversario molto ostico da battere, e non è detto che ci riesca nei 40 minuti regolamentari, si potrebbe anche arrivare a giocare i tempi supplementari. Siamo a fine stagione, sia per quanto riguarda l’EL che per i campionati nazionali, la stanchezza sarà un fattore importantissimo, quindi protrarre una semifinale all’overtime significherebbe arrivare in finale con meno energie  fisiche e mentali.

Nonostante tutte le variabili possibili, noi puntiamo il nostro dollaro sul CSKA come nostra favorita sul Fenerbahce del sempre amato Datome. Scommettere è sempre difficile e la fregatura è dietro l’angolo, ma su di una cosa sola siamo certi: alle Final Four non ci si annoia mai.

 

 

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