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La furia di Toronto – Shonen Raptors

Il genere dello Shonen, che tanto ha riempito le tasche dei più famosi mangaka giapponesi, sembra poter descrivere perfettamente la storia recente di questi Raptors. Con shonen indichiamo quell’opera letteraria in cui la trama si snoda in una serie di prove durante le quali i protagonisti vengono continuamente messi a dura prova, con lo scopo di migliorare di volta in volta le proprie capacità in vista dello scontro decisivo. Per intenderci: come Vegeta che si allena da tempo immemore per battere Goku oppure Naruto che cova il sogno di sconfiggere Sasuke.

Toronto in questi tre anni, si può dire abbia coltivato un sogno analogo continuando a migliorarsi fino alla prova finale, per sconfiggere la propria nemesi, per riuscire a prevalere sui Cavs di LeBron James.

L’ostacolo che si para di fronte ad ogni franchigia che ambisca al titolo passando per la Eastern Conference è sempre ed inevitabilmente il Re: da tre anni l’armata canadese ne esce sconfitta e con le ossa rotte, ma come in ogni shonen che si rispetti si è sempre rialzata, tornando ogni anno più forte del precedente. I miglioramenti avuti rispetto agli ultimi Playoffs sono piuttosto evidenti, specialmente nell’efficienza al tiro. Difficile pensare che i giocatori di Toronto si siano rinchiusi nella stanza dello spirito e del tempo a provare e riprovare tiri da tre punti,

più facile credere che coach Casey abbia apportato modifiche positive ad un gioco stantio e fatto di isolamenti delle sue Stars.

Nella serie contro Washington, i Raptors hanno tirato bene, anzi benissimo: in questi Playoffs sono quinti per FG% (47.3%), secondi per 3P% (41%) e terzi per TS% (58.2%). In particolar modo, rispetto alla precedente Post Season, Toronto ha avuto un incremento di efficacia del 24.2% al tiro da tre, passando da un poco sostanzioso 33% al 41% attuale. All’alba di questi Playoffs ci si chiedeva se il gioco fatto di passaggi e movimenti senza palla che aveva portato grandi risultati in regular season si sarebbe visto anche nelle partite che contano, ed i Raptors hanno ampiamente dimostrato di aver mantenuto certe tematiche, nonostante la maggior difficoltà nell’affrontare difese più asfissianti.


Comparando i four factors di RS e Playoffs si potrà notare come tutte le statistiche siano rimaste pressochè invariate. Fonte nba.com

Appurato che Toronto si presenterà al cospetto del Re con qualche certezza in più sulle proprie capacità, è bene analizzare quali tecniche speciali avrà a disposizione Casey per affrontare lo scontro decisivo.

Attacco

La serie di Cleveland con Indiana avrà certamente dato grossi indizi al coach dei Raptors: i Cavs si sono concentrati molto su raddoppiare Oladipo, unica vera minaccia dei Pacers, concedendo spesso e volentieri il tiro a giocatori come Sabonis, che si sono dimostrati a tratti poco prolifici. Toronto ha almeno due creatori di gioco di livello, oltre a quelli in uscita dalla panchina, e già nella prima serie di Playoffs, coach Brooks di Washington aveva provato a raddoppiare Lowry o DeRozan nella speranza che questi finissero per forzare isolamenti come negli anni precedenti. Il risultato è stato un fallimento.

Casey ha costruito un sistema di gioco che sgrava dalle spalle dei due All-Star alcune delle responsabilità offensive, offrendogli molteplici soluzioni di passaggio: nella serie contro i Wizards, questo sistema di difesa, in particolar modo su Lowry, ha avuto effetti negativi, causando il sistematico smarcamento sul perimetro di un uomo di Toronto. Scelta risultata fatale a leggere il 41% da 3 punti con cui i Raptors hanno chiuso la serie.

Altro aspetto su cui Casey punterà molto saranno i Pick&Roll con protagonista Demar DeRozan: il numero 10 risulta essere il giocatore con più punti segnati a partita (11.5) in uscita da un blocco di un compagno in questi Playoffs. Per una squadra come Cleveland, che ha dimostrato contro Indiana di soffrire terribilmente i cambi sui suoi lunghi (Green e Love in primis) seguire le penetrazioni di DeRozan potrebbe risultare molto complicato.

Fattore offensivo potenzialmente determinate sarà sicuramente il fattore bench: la panchina di Toronto, che già ha stupito in Regular Season, sta continuando a farlo anche in questi Playoffs. Sino a gara-4 le seconde linee avevano deluso, facendo registrare un NetRTG di -15 (a fronte del +8.3 fatto registrare durante la stagione, dato più alto della lega per un quintetto uscente dalla panchina). Già in gara-5 ma specialmente in gara-6, con il rientro a pieno regime di Fred VanVleet, si è registrata una netta inversione di marcia: NetRTG di +23.6 e parziali determinanti per gli esiti della serie contro le second unit di Washington. Una delle migliori panchine della lega dovrà dunque affrontare una delle peggiori, in quelli che potrebbero essere i minuti che decideranno l’intera serie.

Ultimo aspetto da non sottovalutare sarà la tenuta atletica di entrambe le squadre: Cleveland è una squadra che ha speso molto nella serie contro Indiana, LeBron prima di tutti. I Cavs si troveranno ad affrontare una squadra molto mobile e atletica, terza nei Playoffs per movimento dei giocatori (10.8 miglia su 24 minuti di possesso) e ottava per movimento della palla (317 passaggi su 24 minuti di possesso). Cleveland dovrà correre e rincorrere.

Difesa

Anche in questo caso la serie con Indiana farà scuola: Fermare LeBron è praticamente impossibile, rallentarlo ha più senso, fermare il roster che lo circonda tutt’altro che impossibile. I giocatori di Toronto avranno il compito di impedire ai tiratori di Cleveland di entrare in ritmo e costringere James a giocare di isolamenti: in questi Playoffs ne ha giocati di più (60) che l’intero roster dei Raptors (45). Il Re ha trasformato questo tipo di giocata con un 40% scarso, marcato da un giocatore non prettamente difensivo come Bogdanovic. Toronto potrà sfruttare la freschezza e l’atletismo di OG Anunoby per provare ad abbassare ulteriormente questa percentuale, grazie soprattutto ai mezzi fisici (203 cm, 107 kg e un wingspawn di 229 cm) del rookie.

Giocatori come Ibaka e Valanciunas (terzo per rimbalzi difensivi in questi Playoffs) potranno dare una grossa mano in difesa, così come Kyle Lowry che non dovrà affrontare point guard del calibro di John Wall, a tratti enormemente sofferto nella serie con Washington.

Anche in questo frangente la panchina potrà dare un apporto determinante, specialmente se costretta a difendere le poco produttive seconde linee di Cleveland. Proprio dalla panchina esce un giocatore che ha stupito più di tutti nella metà campo difensiva: Delon Wright ha fatto registrare 14 rubate, 6 stoppate e solo 7 falli commessi in 6 gare, marcando spesso anche John Wall o Bradley Beal. Wright è stato il migliore in questi Playoffs in questa particolare statistica [(steals + blocks) / fouls].

Fattore campo

Per la prima volta in questa saga Toronto gioca una serie contro Clevaland con il fattore campo dalla sua. Un dato tutt’altro che trascurabile, visto che i Raptors hanno perso solo 7 partite in casa in questa stagione e nessuna in questi Playoffs. All’Air Canada Center, spinti dall’incredibile energia dei tifosi, i giocatori dei Raptors mettono molta più fisicità e intensità nelle loro giocate, a partire dal numero di stoppate (6.7, il 18.2% in più di quelle fatte lontano da casa, miglior dato della lega) passando poi per il ritmo di gioco (101.9 il pace in casa, 97.6 in trasferta) ed il numero di assist forniti ai compagni (25.3 a partita, il 31.6% in più rispetto al dato in trasferta, quarti migliori nella lega).

Persino l’efficienza al tiro aumenta esponenzialmente, toccando addirittura il 44.4% da tre punti su 30 triple tentate a partita: miglior dato assoluto in questi Playoffs, che numeri alla mano significano tiri convertiti per un totale di 40 punti a partita. Infine all’Air Canada Center, oltre a far segnare meno punti agli avversari (poco più di 104 ogni 100 possessi, contro i quasi 110 fuori casa), migliora la statistica dei punti realizzati sui 100 possessi di 10.

La serie non sarà combattuta con onde energitiche, colpi big bang o energie sferiche, ma sarà sicuramente una serie intensa, dal profumo di EFC, con la consapevolezza che questo potrebbe essere l’episodio finale della battaglia Toronto-LeBron. L’epilogo di questo shonen durato tre anni.

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