Playoffs NBA 2018 western conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Western Conference)

#6 NEW ORLEANS PELICANS

Pelicans Playoffs NBA 2018 western conference

1) I New Orleans Pelicans, con 102.69 di PACE, giocano al ritmo più elevato tra le squadre che si sono qualificate ai Playoffs. Quanto può incidere, in positivo ed in negativo, questo fattore?

Moltissimo, sia in positivo che in negativo. In positivo perché si tratta della caratteristica principale di questo roster e quindi vedremo facilmente New Orleans imporre il ritmo alla partita. Grazie a questo, i Pelicans saranno una squadra molto temibile, soprattutto perché potranno costruirsi tiri semplici. Non si tratta di un caso infatti se la squadra di coach Gentry ha chiuso al primo posto per punti segnati nel pitturato ed al terzo per maggior numero di punti generati da contropiedi. Tuttavia c’è anche l’altro lato della medaglia nel giocare a questo ritmo. New Orleans infatti concede molte opportunità all’avversario, nonostante vanti a roster eccellenti difensori come Jrue Holiday e Anthony Davis. I Pelicans soffrono spesso le situazioni generate dal contropiede (causati spesso da errori di distrazione) e patiscono a rimbalzo, tanto da essere la squadra col maggior numero di second chance concesse.

2) I Pelicans hanno una panchina all’altezza per affrontare i Playoffs?

New Orleans è una squadra che ha sicuramente tanti difetti strutturali, causati da scelte discutibili fatte nel passato dalla dirigenza. Tra i tanti errori, c’è sicuramente quello della composizione della panchina. Infatti, dietro i tre giocatori chiave del roster (1)Davis, Cousins e Holiday c’è sostanzialmente un vuoto che è stato solo parzialmente colmato dall’arrivo di Nikola Mirotic questo febbraio alla deadline. Lo spagnolo è infatti l’unico giocatore in uscita dal pino che può portare punti sicuri, grazie alla combinazione di stazza (208 cm per 100 kg) e tiro perimetrale (33%). I suoi 14.6 punti a partita gli permettono di essere il quarto marcatore stagionale dei Pelicans subito dietro ai tre citati sopra. Insieme a lui, gli unici giocatori capaci di produrre punti significativi dalla panchina sono Darius Miller e Ian Clark con 7 punti a testa, soprattutto grazie alle ottime percentuali dietro l’arco (44% per entrambi). Nei Playoffs avere delle rotazioni che arrivino con qualità al nono o decimo uomo è fondamentale per poter far rifiatare i titolari senza pagare dazio. Invece New Orleans ci arriva con Rondo tra i titolari e una profondità che non va oltre i sette giocatori. Ecco quindi che si spiega il motivo per cui la panchina produce appena 27.9 punti a partita, ovvero il quarto peggior dato di tutta la Lega.

3) Anthony Davis sarà in grado di mantenere il suo rendimento anche ai Playoffs o pagherà le difese più dure?

Quella di quest’anno è stata sicuramente la miglior stagione di Anthony Davis da quando è entrato nella lega. Con l’infortunio di Cousins al tendine di Achille in molti avevano dato per finita la stagione dei Pelicans, anche per via dell’alto livello della Western Conference. E invece il Monociglio è stato capace di caricarsi letteralmente la squadra sulle spalle, giocando un 2018 che sarebbe stato considerato da tutti MVP se non fosse per James Harden. Dal 27 gennaio, il giorno in cui è finita la stagione per Cousins, Davis è diventato primo per punti (30.4 a partita con il 51% dal campo), sesto per rimbalzi (11.8), primo per stoppate (3.1) in tutta la lega, dando quasi una stoppata di differenza ad un difensore del calibro di Gobert e facendo registrare il secondo usage rate più alto dietro solo ad Harden. Si è quindi trattato di una stagione numericamente incredibile, condita da alcune prestazioni esaltati come il season high da 53 punti e la prima tripla doppia in carriera contro Utah ottenuta con 10 stoppate (l’ultimo ad esserci riuscito era stato Hassan Witheside nel 2016). Certo, le difese ai Playoffs saranno più dure e tenderanno a raddoppiare su di lui in modo sistematico, lasciando liberi e sfidando al tiro gli esterni dei Pelicans, ma è altrettanto vero che il numero 23 ha il potenziale per segnare comunque e contro chiunque. E’ difficile elencare dei nomi di centri che possono tenerlo a tutto il campo, visto che Davis è anche capace di colpire da dietro l’arco. Sarà dunque curioso capire quali scelte faranno le difese per provare a limitarlo e per impedirgli di fare quello che vuole palla in mano.

4) Jrue Holiday sarà in grado di ricoprire il ruolo di seconda opzione in fase offensiva in maniera determinante?

Difficile da stabilire. Infatti, da una parte, la guardia ha ricevuto maggiori responsabilità dopo l’infortunio di Cousins sapendo rispondere con grandi performance su entrambi i lati del campo. Tuttavia, dall’altro, serve ribadire che non gioca una serie Playoffs da protagonista da quasi sei anni. Sicuramente la franchigia della Louisiana ha puntato molto su di lui la scorsa estate quando gli ha offerto un rinnovo quinquennale da 131 milioni. Si è trattato di una cifra ingente, tanto da far riflettere la dirigenza sulla situazione contrattuale di Cousins di quest’estate, che si ritroverà a 27 anni senza aver mai giocato una sola partita di Playoffs. Per Holiday questa è un’occasione molto importante per far ricredere ulteriormente i suoi critici, visto che NOLA è già stata in grado di sorprendere durante la Regular Season grazie al suo contributo.

5) I risultati di questi Playoffs possono condizionare in qualche modo la decisione di Cousins in estate?

La trade che ha portato Cousins a NOLA e il conseguente rinnovo di Holiday hanno messo il front office in una situazione molto scomoda per quest’estate. Cousins infatti sarà unrestriced free agent e quindi potrà firmare con chiunque. Le sirene più insistenti lo vorrebbero a Los Angeles sponda Lakers, anche se i due obiettivi principali per i giallo-viola sembrano essere LeBron James e Paul George, oltre al rinnovo di Julius Randle. Il centro ha trovato subito buon affiatamento con Anthony Davis, formando una delle migliori coppie di lunghi della lega. Si tratta infatti di due lunghi versatili, capaci di giocare indifferentemente dentro e fuori dall’area e di ottenere nelle 42 partite giocate insieme un NetRtg di +4.4. I due big men hanno dimostrato a tutti di poter coesistere in campo, cosa che non era per nulla scontata al momento della trade. Quindi, se NOLA dovesse disputare dei buoni Playoffs portando la prima serie almeno alla quinta o sesta partita, è probabile che Cousins consideri una conferma con i Pelicans. Una sua conferma però porterebbe New Orleans ben oltre il tetto salariale, il che significherebbe avere un roster già al massimo della sua forza l’anno prossimo. E, con ogni probabilità, non dovrebbe bastare per competere per il titolo.

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Note   [ + ]

1.Davis, Cousins e Holiday

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