Playoffs NBA 2018 western conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Western Conference)

#5 UTAH JAZZ

Jazz Playoffs NBA 2018 western conference

1) Rudy Gobert è l’ancora della difesa degli Utah Jazz. Riuscirà ad avere un impatto difensivo così determinante anche nella Post Season?

Molto dipenderà da quanto gli avversari saranno in grado di portare il centro francese fuori dalla sua comfort zone. Gobert è un difensore straordinario che dà il meglio di sé nel pitturato, dove la sua presenza scoraggia anche gli avversari più abili ad attaccare il ferro. In stagione i suoi avversari hanno tirato con il 9 percento in meno rispetto alla loro media quando si sono trovati marcati da lui nei pressi del ferro. Ecco allora che, vista la sua incredibile dominanza vicino a canestro, gli avversari potrebbero cercare di coinvolgerlo sul perimetro, accoppiandolo magari ad un giocatore più piccolo. Questo potrebbe creargli diversi grattacapi e di conseguenza tutto il castello difensivo dei Jazz potrebbe vacillare.

2) Donovan Mitchell ha sorpreso tutti con una stagione fuori dal comune per un giocatore al primo anno. Sarà in grado di tenere quel livello anche ai Playoffs o peccherà di inesperienza?

Donovan Mitchell ha concluso la stagione con una media di 20 punti a partita, a cui va abbinata un’efficienza al tiro di poco sotto la media (dato comprensibile per un rookie). Tutti questi numeri vengono da un rookie che è stato prima opzione offensiva in una squadra che ha collezionato ben 48 vittorie. Tuttavia, confermare tutti questi numeri ai Playoffs non sarà facile. Donovan infatti se la vedrà con difese più preparate rispetto a quelle affrontate in Regular Season e la sua inesperienza potrebbe essere un fattore. In più, la sua shot selection, che spesso lo porta a prendersi tiri non proprio ottimali, può rappresentare un problema ancora più grande in Post Season. Il suo rendimento è per questo destinato a calare, almeno in termini di efficienza, ma non c’è niente di cui preoccuparsi. In una stagione in cui Utah non ha ambizioni da titolo, l'”imperativo” è solo quello di continuare a crescere. E questo concetto vale soprattutto per lui.

3) Quale deve essere l’obiettivo minimo per la squadra di Quin Snyder?

Considerando la qualità degli avversari, ovvero una squadra dal valore di OKC che si presenta ai Playoffs per vincere, l’obiettivo minimo è quello di giocarsi le proprie chance e di fare esperienza. Dovessero essere eliminati al primo turno, per i Jazz non si potrebbe parlare di stagione deludente. L’esito della serie poi è tutt’altro che scontato. Dal primo gennaio infatti Utah è stata la quarta miglior squadra nella lega per percentuale di vittorie e seconda in termini di Net Rating. Difensivamente, quando al completo, ha dimostrato di essere straordinaria (-7 di rDRtg), con Gobert faro in mezzo all’area. Per quanto riguarda l’attacco poi i Jazz hanno diversi giocatori che possono fare la differenza ed essere determinanti. Di certo questa squadra non è un avversario facile e può dare diversi grattacapi ai Thunder, che partono favoriti ma si sono rivelati di certo non imbattibili.

4) Cosa ci possiamo aspettare da Dante Exum in uscita dalla panchina dopo il ritorno dall’infortunio?

Da quando è rientrato, intorno alla metà di marzo, Dante Exum si è ben comportato. Quando ha giocato è stato il leader della second unit e i compagni in campo con lui hanno beneficiato del suo gioco (Royce O’Neale e Joe Ingles su tutti). Difensivamente le sue qualità non sono mai state in discussione e anche per quanto riguarda il playmaking ha mostrato cose interessanti, riuscendo a dare il meglio quando chiamato ad alzare il ritmo di gioco. L’importanza della panchina nei Playoffs è cosa nota e avere un ball handler in grado di guidarla è un vantaggio non da poco per coach Snyder. Un’arma in più può fare sicuramente comodo.

5) Rispetto all’anno scorso, gli Utah Jazz hanno perso o scambiato Gordon Hayward, George Hill e Rodney Hood. In cambio sono arrivati Ricky Rubio, Jae Crowder e Donovan Mitchell dal Draft. Si possono considerare più o meno forti rispetto allo scorso anno?

Sebbene la differenza non sia grandissima, i Jazz dello scorso anno sembrano essere un passo avanti. George Hill e Gordon Hayward erano dei giocatori pronti, di esperienza e soprattutto affidabili se valutati in ottica Playoffs. Hill rispetto a Rubio è un giocatore che può essere pericoloso anche da fuori e che non va battezzato, mentre questo succede più frequentemente con lo spagnolo che rischia di avere grossi problemi in Post Season. Mitchell dal canto suo probabilmente raggiungerà, col tempo, i livelli espressi da Gordon Hayward, ma ad oggi si tratta di un giocatore che deve ancora formarsi limando molti aspetti del suo gioco. Per quanto riguarda il confronto tra Jae Crowder e Rodney Hood invece si può dire che sono due giocatori di sistema il cui impatto nelle grandi partite cala vertiginosamente e per questo ininfluenti nel paragone tra le due squadre.

NEXT: #6 SEED: NEW ORLEANS PELICANS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *