Playoffs NBA 2018 western conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Western Conference)

#3 PORTLAND TRAIL BLAZERS

Trailblazers Playoffs NBA 2018 western conference

1) Cosa ha permesso a Portland di superare le difficoltà di inizio stagione e finire davanti a squadre sulla carta più preparate come San Antonio, OKC e Minnesota?

I Blazers arrivavano alla partita dell’8 gennaio contro OKC con un record appena sopra il 50% di W (21-19) e una media di tiri tentati dietro l’arco del 27%. Da quella gara ad oggi la produzione dalla lunga distanza è salita al 33% e, nonostante il calo recente dovuto alla distorsione della caviglia di Damian Lillard, Portland ha mantenuto una distribuzione dell’attacco concentrata verso i tiri da tre. Gli accorgimenti offensivi sono stati principalmente rivolti a sostituire 5-6 tiri da due a partita con 5-6 da tre per poter inserire maggior movimento da accompagnare al pick and roll iniziale. Infatti, invece del canonico pick and roll tra Lillard e Jusef Nurkic, coach Stotts ha optato per aggiungere un terzo Blazers chiamato a salire e bloccare il bloccante in modo da portare via l’uomo al bosniaco. Aggiungere azioni di screen allo screener poi ha creato ulteriore spazio per le entrate di Lillard, che mai come quest’anno è stato incontenibile in attacco.

2) I Blazers hanno qualche speranza di battere Houston o Golden State in una eventuale serie?

Il gap è enorme. A prescindere dal record combinato di 2-5 (0-4 contro i Rockets e 2-1 contro Golden State) che potrebbe comunque già dare un’idea, Portland non sembra ancora all’altezza del duo di testa per la panchina troppo corta e per le scarse soluzioni a disposizione per fermare un giocatore offensivamente devastante come Kevin Durant, capace di tirare dall’arco con 20 cm di vantaggio sul suo marcatore o di attaccare il ferro giocando sulla staticità di Nurkic. Per quanto la difesa di Stotts sia la quinta in NBA con 104.2 punti concessi su 100 possessi, il talento e la duttilità proiettate su una serie di Playoffs vanno oltre le possibilità di questa squadra.

3) Cosa può succedere se i Blazers dovessero affrontare una squadra con diversi lunghi molto orientati al tiro da 3 che portano fuori dall’area Nurkic?

Se Cousins non si fosse rotto il tendine di Achille rimanendo fuori per il resto della stagione, avremmo potuto vedere la difesa dei Blazers avere diversi problemi con Nurkic in campo. Infatti, prendendo ad esempio quello che si è visto in Regular Season, la presenza del bosniaco nel pitturato permette agli altri quattro difensori di stare accoppiati sui tiratori al perimetro. In genere si tratta di una difesa 1-4 che vede Nurkic in controllo dell’area piccola che consente agli esterni di non dover mai cambiare. Non è un caso quindi che, con lui in campo, i Blazers hanno subito solo 102.2 punti su 100 possessi. Ma la musica cambia molto quando viene portato lontano dalla sua zona di confort. Cousins ad esempio lo aveva mandato in tilt, continuando a portarlo lontano dal pitturato e a creando spazio per i compagni. Anthony Davis forse non ha lo stesso range e nemmeno le stesse skills da passatore di Boogie, ma comunque ha abbastanza stretch per farlo uscire alla stessa maniera.

4) I Blazers per vincere faranno affidamento sulla profondità del roster o sulle individualità delle loro due star?

Una delle panchine meno produttive della lega e che può fare sicuro affidamento solo sul back-court non può puntare troppo sulla profondità del roster. La chiave della serie con New Orleans sarà capire come Lillard e McCollum saranno capaci di impostare il PACE. I Pelicans infatti hanno giocato a ritmi folli per tutta la stagione, riuscendo a far registrare il ritmo più alto della lega. Portland invece si trova nella parte bassa per numero di possessi giocati a partita (98.83, diciannovesima in NBA), ma nelle partite in cui è riuscita ad andare sopra i 98.8 ha avuto un record molto positivo, con dieci vittorie in tredici partite. Una di queste, tra l’altro, è arrivata proprio contro i New Orleans Pelicans. Affrontando una difesa organizzata come quella di NOLA al primo turno ecco allora che l’idea di giocare a ritmi alti potrebbe essere una buona strategia. La vera domanda da farsi piuttosto è: quale stile sceglierà coach Stotts in apertura della serie? Sceglierà un quintetto grande lasciando Nurkic ad operare dentro l’area oppure ne userà uno piccolo, concedendo un vantaggio a Davis ma riuscendo a rimanere comunque agile?

5) Il rookie Zach Collins, dopo la bella Regular Season, si può già considerare pronto a lottare nei Playoffs dove il gioco è più “ruvido” o rischia di essere fisicamente ancora impreparato?

Nonostante sia entrato in rotazione con più costanza dopo l’All-Star Game, Zach Collins sta comunque rendendo leggermente sotto le aspettative e difficilmente riuscirà a splendere in questi Playoffs. Come detto, i Pelicans giocano col PACE più alto della lega e hanno Anthony Davis vicino a canestro. Probabilmente la soluzione migliore è quella di affidare a Nurkic il compito di limitare Davis, schierandolo come unico vero lungo di ruolo. Difficilmente coach Stotts deciderà di andare con un quintetto molto grosso in cui il bosniaco e Collins giocheranno insieme, sia perchè sarebbe molto difficile limitare i punti in transizione e sia perché non troverebbero spaziature in attacco (ad oggi i Blazers sono ultimi nella lega per FG% nel pitturato).

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