Playoffs NBA 2018 western conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Western Conference)

#2 GOLDEN STATE WARRIORS

1) Il primo turno di Playoffs per Golden State dovrebbe essere senza Steph Curry. Visto l’alto livello delle squadre ad Ovest, rischiano qualcosa sin da subito? O sono abbastanza superiori da vincere con una certa facilità (4-0 o 4-1) contro San Antonio?

La superiorità di Golden State non è mai stata in discussione. Riuscire a dimostrarla effettivamente però sarà fin da subito un altro paio di maniche. E non tanto perché dall’altra parte ci saranno subito gli Spurs (che pure hanno vissuto una stagione travagliata), ma proprio per il tipo di approccio che potrebbero avere. L’anno scorso erano un team in missione che ha lavorato per non lasciare nemmeno le briciole ai Playoffs, mentre a questo giro è aumentata la supponenza (intesa come convinzione di accendere e spegnere l’interruttore a piacimento) ed è diminuita l’efficacia complessiva. L’assenza di Steph è una circostanza seria ma non nuova (già in passato Kerr ha dimostrato di potervi far fronte). Il fatto che se ne stia parlando così spesso significa che i Warriors potrebbero aver bisogno di molte più certezze di quanto credessero nel viaggio verso le Finals. Nonostante questo è difficile immaginarsi qualche upset clamoroso, nonostante ci sia Gregg Popovich dall’altro lato.

2) In questa Regular Season la Second Unit ha performato sotto gli standard degli anni passati e le conseguenze si sono viste con qualche sconfitta in più. Kerr potrà comunque farci affidamento per i Playoffs? Si è trattato di un calo dovuto alla fatica e la lunghezza della stagione regolare o effettivamente quest’anno chi esce dalla panchina non è all’altezza dei giocatori di sistema dell’anno scorso (Nick Young, infortunio McCaw, Iguodala più vecchio, ecc)?

Sicuramente gli anni passano per tutti, soprattutto per una squadra che ha giocato di più delle altre negli ultimi anni e sempre con grande intensità . Il coach Steve Kerr ha sempre una enorme fiducia nella sua second unit, al punto che anche in caso di infortuni ai titolari ha sempre cercato di mantenere intatto il gruppo in uscita dalla panchina con il terzetto di veterani Shaun LivingstonAndre IguodalaDavid West pronti a guidarlo. Un altro fattore decisivo è la mancanza di tiratori in uscita dalla panchina: Nick Young è quantomeno lunatico (per non dire inaffidabile) e Omri Casspi, l’acquisto estivo più importante, è stato tagliato (anche causa infortuni che hanno portato la dirigenza a riequilibrare l’organico). In poche parole, Golden State è due squadre diverse allo stesso tempo. Esiste un primo quintetto che tutti conosciamo bene e che fa piovere l’apocalisse sugli avversari con parziali devastanti, e una second unit guidata da veterani, che è più conservativa e metodica. La grande esperienza dei tre leader della panchina sarà comunque fondamentale nei Playoffs, ma bisognerà comunque valutarne la loro tenuta fisica.

3) Golden State sta davvero avendo dei grattacapi quest’anno oppure ha fatto una Regular Season tirando il fiato il più possibile? Durante l’intera stagione abbiamo continuato a ripeterci che non c’era da preoccuparsi per le varie sconfitte perché tanto “sarebbero arrivati primi ad Ovest”, e invece alla fine sono arrivati dietro. Quanto è significativo che Houston sia riuscita a terminare la Regular Season davanti?

Il seed #1 dei Rockets è un segnale forte più per la consapevolezza di Houston piuttosto che per minare le certezze di Golden State. La finale ad Ovest pare annunciata e la differenza potrebbero farla quei dettagli che Golden State è più abituata a gestire quando conta davvero, almeno per quanto si è visto negli ultimi anni. Inoltre difensivamente dobbiamo ancora (ri)trovare i veri Warriors, gli unici forse in grado di switchare su Harden e compagni ad ogni possesso senza pagare dazio.

4) I vari problemi fisici di Curry hanno finito con l’accentuare l’importanza, non solo come realizzatore, di Kevin Durant. Può essere questa l’occasione giusta per lui per togliersi l’etichetta di “Snake” e guidare la squadra da primo violino?

Che nel 2018, tanto più dopo le Finals dell’anno scorso, si stia ancora parlando di etichette da cui Durant dovrebbe liberarsi fa quantomeno sorridere. Si tratta di narrative preconfezionate e ampiamente smentite non solo dai numeri (26.4 punti di media contro i 25.1 dell’anno scorso e con una percentuale al di sopra del 50%), ma anche dalla percezione visiva dell’impatto che ha sulla squadra. E la metà campo offensiva è solo una faccia della medaglia: Durant si è già dimostrato un efficace difensore, capace di inserirsi su ogni potenziale linea di passaggio (media di 1.1 rubate ogni 100 possessi) e di marcare in single coverage su piccoli e lunghi. Nei due lati del campo sembra potenzialmente non avere difetti ed essere riuscito a brillare di luce propria in un contesto così ricco di grandi giocatori gli ha dato piena consapevolezza dei suoi mezzi.

5) Detto delle tre superstar offensive, è possibile che il viaggio verso le Finals (e il futuro di questa dinastia) passi soprattutto da quello che accadrà nella metà campo difensiva e dall’apporto di Iguodala?

Iguodala era la Kriptonite di LeBron, ma siamo sicuri che LeBron arrivi in Finale? E che la stessa Golden State arrivi in Finale? In ogni caso, nella passata stagione Durant ha fatto un ottimo lavoro su LeBrone di conseguenza l’assoluta necessità di un grande Iguodala in fase difensiva è calata. Al di là del singolo matchup, l’importanza di Iguodala sui due lati del campo è innegabile, specie come collante quando si tratta di sfoderare la Death Lineup. La sua condizione fisica sarà determinante, e l’impressione è che ormai sappia gestire le sue energie in stagione per rendere al meglio nei Playoffs, come imparato a caro prezzo nel 2016. “La gente può pensare che io sia finito, può pensare quello che vuole. Io conosco bene il mio ruolo e il contributo che porto alla squadra” ha dichiarato proprio al termine della Regular Season Iguodala. Se lo dice lui, noi ci fidiamo.

NEXT: #3 SEED: PORTLAND TRAIL BLAZERS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *