playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#8 WASHINGTON WIZARDS

Wizards playoffs NBA 2018 Eastern Conference

1) L’impatto di Wall dopo il ritorno dall’infortunio sarà positivo o andrà ad intaccare i meccanismi consolidati con la sua assenza? Beal accetterà di tornare ad essere il secondo violino, dopo una stagione vissuta da protagonista?

Nelle 40 partite in cui è sceso in campo prima dell’infortunio al ginocchio, John Wall ha fatto vedere la versione peggiore di sé. In sua contumacia, Bradley Beal ha guidato la squadra fino ad un faticoso ottavo posto, guadagnandosi anche la sua prima convocazione all’All Star Game. Durante l’assenza del proprio leader, Washington ha giocato molto meglio mostrando una pallacanestro in cui “tutti mangiano”, tanto per richiamare le parole dello stesso Beal quando chiamato a spiegare l’improvvisa inversione di rotta della squadra. Dal 31 gennaio infatti gli Wizards si sono posizionati secondi per Ast% – ovvero la percentuali di canestri segnati grazie a un assist – con il 68.9%, alle spalle solo dei Philadelphia 76ers. Il mese più vincente per la squadra della Capitale è stato quello febbraio, chiuso col 67% di vittorie, che guarda caso ha coinciso con quello dell’infortunio di Wall. Il ritorno della Point Guard non è stato dei più facili, tanto che sia il mese di marzo che quello aprile si sono chiusi con un record negativo. Nonostante questo, è innegabile che avere John Wall in campo (magari al livello dello scorso anno) farebbe aumentare sicuramente le speranze di evitare uno sweep al primo turno. Se Washington non dovesse trovare il modo di integrare il suo miglior giocatore col resto della squadra, il rischio è quello di alzare bandiera bianca ancor prima di entrare in campo.

2) Da sempre Washington ha problemi con la seconda unit. Quanto potranno fare affidamento su Oubre e Satoransky in uscita dalla panchina?

La scorsa Post Season ha visto il quintetto base di Washington essere uno dei migliori della lega. I problemi sono arrivati dalla panchina, tanto inadeguata da costringere coach Brooks in gara 7 contro Boston a fare pochissimi cambi e tenere Beal e Wall in campo per ben 45 minuti a testa. L’assenza di Wall in questa stagione invece ha costretto l’allenatore ad esplorare maggiormente il valore della panchina, puntando in particolare su Tomas Satoransky e Kelly Oubre Jr. Il play ex-Barcellona ha giocato una stagione molto positiva, nettamente migliore se paragonata a quella del suo anno da rookie: il suo minutaggio è praticamente raddoppiato (da 12 a 22 minuti) e insieme è cresciuta anche la sua consapevolezza nello stare in campo. Le cifre prese da sole non sembrano esaltanti (7.1 punti e 3.9 assist a partita), ma il calo delle palle perse (3.46 ast/to) ed il miglioramento al tiro (53% dal campo e 47% da dietro l’arco) sono alcune tracce visibili dei suoi progressi. Tuttavia, visto che lo scorso anno non era riuscito praticamente mai a mettere piede in campo durante i Playoffs (3.6 minuti a partita), potrebbe pagare qualcosa in esperienza. Per quanto riguarda Oubre, invece si può dire che ha disputato una buona stagione e che con ogni probabilità sarà lui a guidare la second unit. I suoi 27 minuti a partita, insieme agli 11 punti di media, sono il suo career-high, ma per essere efficace anche in Post Season serviranno dei miglioramenti al tiro (ad oggi tira col 40% dal campo e 33% da dietro l’arco). Infatti sarà molto probabile che le difese avversarie decidano di lasciarlo tirare spesso da lontano, provando ad avvantaggiarsi delle sue lacune. Dovesse migliorare al tiro e giocare dei Playoffs ad alto livello, il suo rinnovo paradossalmente diventerebbe un bel grattacapo, visto il poco spazio disponibile che Washington avrà quest’estate.

3) Coach Scott Brooks rischia il licenziamento in caso di uscita al primo turno?

Con un’uscita al primo turno rischierebbe tutto il progetto di Washington, e non solo Brooks. Una squadra che può contare su due All-Star come Beal e Wall non può e non dovrebbe lottare per gli ultimi posti disponibili per qualificarsi alla Post Season. Certo, le attenuanti sono tante: l’infortunio di Wall, il poco spazio di manovra salariale e una panchina molto corta potrebbero essere le giustificazioni del coach. Ma Brooks in ogni caso ha sempre faticato a dare un’impronta alle sue squadre, affidandosi sempre di più al talento individuale (Durant e Westbrook a Oklahoma City, Wall e Beal adesso). Inoltre, durante il corso della stagione, l’amalgama della squadra è sembrata essere migliore paradossalmente senza Wall e questo potrebbe essere un fattore da non sottovalutare per il futuro. Ecco perchè, più che un’uscita al primo turno, quello che sarà importante capire è se Brooks sia ancora capace di incidere sul gioco e sullo spirito dei suoi giocatori.

4) Questi Playoffs possono essere l’occasione giusta per Otto Porter Jr per diventare l’uomo di riferimento di questa squadra?

Otto Porter si porta un grosso peso addosso, che è quello del contratto da 106 milioni per quattro anni. Si tratta di un accordo che, a conti fatti, rende difficile ogni altra mossa di mercato di Washington. Durante la stagione l’ala è migliorata al tiro da fuori, elemento fondamentale per la sua crescita, ed il suo Net Rating è salito ad un +5. Si è trattato, in generale, dell’annata migliore di sempre per l’ex Georgetown, nonostante non se ne sia parlato molto. In questi Playoffs Washington spera di trovare delle conferme e di poterci fare affidamento per un ruolo che sia più grande di quello di semplice glue guy o di terzo violino. Indirettamente poi un progresso di Porter potrebbe essere una chiave per sbloccare salarialmente la situazione di Washington: una sua stagione positiva potrebbe portare la dirigenza a provare la cessione di una delle altre due stelle, visto che ad oggi tra loro sembra non scorrere buon sangue.

5) Quale mossa a sorpresa potrebbe risultare decisiva per Washington?

Storicamente Brooks non è un allenatore che tira fuori quintetti dal cilindro e questa non è decisamente una squadra con del potenziale tale dal farlo succedere. Tuttavia, una mossa che è stata poco esplorata finora è quella di giocare con quattro esterni ed un rim protector. Il quintetto formato da John Wall, Bradley Beal, Kelly Oubre, Otto Porter e Marcin Gortat è stato sì il terzo più usato (204 minuti insieme), ma solo per 24 partite a causa della lunga assenza del playmaker. In ogni caso, questo è sicuramente uno dei quintetti migliori di Washington, con un Net Rating di +14.8 e un fantastico Defensive Rating di 95.4, il migliore di tutti i quintetti NBA con almeno 80 minuti giocati insieme. Questa formazione è infatti molto versatile in difesa, con il solo Gortat che potrebbe faticare un po’ nel cambiare sui piccoli. Un altro quintetto da usare a metà partita potrebbe essere quello composto da Tomas Satoransky, Bradley Beal, Kelly Oubre, Otto Porter e Markieff Morris. Si tratta di un quintetto molto piccolo, ma che ha giocato insieme solo 89 minuti e quindi tutto sommato ancora inesplorato. Tuttavia, quando lo si è visto, ha mostrato buonissime cose in attacco (130.5 di Offensive Rating) grazie alle ottime spaziature e una difesa tutto sommato nella media (104.7 di Defensive Rating). Ecco quindi che questa lineup potrebbe essere utilizzata quando l’attacco smetterà di girare, per provare a dare una scossa senza però sacrificare la difesa.

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