playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#7 MILWAUKEE BUCKS

Bucks playoffs NBA 2018 Eastern Conference

 

1) Con le difese più chiuse e un gioco molto più fisico nel pitturato, come si comporterà Antetokounmpo? Proverà a prendersi qualche tiro in più da tre oppure cercherà di giocarsela comunque con atletismo e fisicità?

Antetokounmpo continuerà verosimilmente a prendersi poche conclusioni fuori dal pitturato. Piuttosto, quello che dovranno fare i suoi compagni sarà garantirgli spaziature efficaci. Gli avversari al primo turno dei Bucks sono i Boston Celtics che, come molte altre squadre, hanno poche armi per contrastare la sua lunghezza e il suo gioco vicino al ferro. Prunty potrebbe provare quintetti piccoli, con Giannis da 5, per rendere un vero inferno la vita alla difesa avversaria: ecco quindi che un supporting cast formato da Jabari Parker, Khris Middleton, Tony Snell e Malcolm Brogdon potrebbe essere l’ideale per garantire fluidità e punti in attacco.

2) Su quali tiratori esterni Milwaukee potrà fare affidamento per ricevere eventuali scarichi dalle penetrazioni di Antetokounmpo e Bledsoe?

Come dimostrato in più occasioni, i Milwaukee Bucks ha difficoltà nel difendersi contro squadre dotate di efficaci tiratori dall’arco. Sarà fondamentale quindi che Parker, Snell, Middleton e Brogdon forniscano un contributo di livello ad una squadra che generalmente preferisce giocare rapidamente, come dimostra il terzo posto per frequenza e la top 10 per efficienza in attacchi in transizione (grazie, Giannis!). Contro difese ben organizzate sarà necessario poter contare sui pochi tiratori a disposizione, facilitando il compito a Bledsoe e Antetokounmpo che altrimenti rischiano di trovare aree affollatissime.

3) Con 39.8 rimbalzi a partita, i Milwaukee Bucks sono la squadra con la media di rimbalzi catturati più bassa. Cosa può fare coach Prunty per invertire la rotta?

Quello a rimbalzo può essere un grosso ostacolo nella Post Season, considerando le parallele carenze di spacing e la predilezione per il gioco in contropiede. Trovare l’equilibrio tra una buona presenza a rimbalzo e una miglior resa in transizione è molto complicato, soprattutto considerando le macroscopiche difficoltà a battere difese schierate che i Bucks si portano dietro da tempo. Probabilmente vale la pena rischiare di concedere qualche rimbalzo in attacco, cercando di far pesare maggiormente la propria capacità in contropiede. La squadra è comunque fornita di ottimi rimbalzisti dinamici che, insieme, possono sopperire in parte alla mancanza di uno specialista vero e proprio del tagliafuori.

4) Avrà importanza il rientro di Brogdon o sarà ininfluente nell’economia della squadra?

Nonostante i Bucks siano andati leggermente meglio con lui fuori (-2 di on/off court), la versatilità di Brogdon sarà fondamentale ai Playoffs. Si tratta di un ball handler capace, di un difensore competente sulle guardie avversarie e di uno dei pochi tiratori sopra la media a disposizione di coach Prunty. Il Rookie of the Year in carica è appena tornato da due mesi di assenza per infortunio, ma nonostante questo il suo contributo sarà fondamentale sin da subito per provare a battere i decimati Celtics.

5) Quanto è stato importante l’apporto di Jason Kidd nella crescita di Antetokounmpo?

Jason Kidd ha avuto sicuramente dei meriti nello sviluppo di Giannis Antetokounmpo, sopratutto abituando la giovane ala greca a gestire il pallone in contropiede. Sviluppare capacità di ball handling e di playmaking è stata una scelta saggia nell’ottica del miglioramento individuale e di crescita del suo potenziale. Ma, oltre a questo, l’ex coach ha faticato ad innalzare il livello della squadra, non riuscendo a migliorarne i set offensivi e soprattutto a costruire una difesa che sulla carta sembrava poter essere molto promettente.

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