playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#6 MIAMI HEAT

Heat playoffs 2018 Eastern Conference

1) I Miami Heat sono la squadra con meno talento ai Playoffs?

Se John Wall non si fosse infortunato, i Miami Heat sarebbero stati la prima squadra nella storia a raggiungere i Playoffs senza un All-Star. Gli infortuni di Dion Waiters e Hassan Whiteside hanno privato la franchigia dei due candidati potenzialmente elevabili a ruolo di stelle in un roster privo di talento offensivo. Per quanto Dragic sia indispensabile infatti non può essere considerato una stella, e la chiamata di febbraio, sì corretta, sembra più un riconoscimento alla carriera piuttosto che alla sua annata. Nell’arco dei 48 minuti coach Spoelstra non può contare su nessun talento puro in grado di creare a giochi rotti o dal palleggio, e la semplice esecuzione corale rischia di essere facilmente arginata nei Playoffs, dove le squadre non hanno più segreti. Miami entra così in Post Season come ventunesima squadra per media punti su 100 possessi (104.4), diciassettesima per percentuale dal campo e senza alcun giocatore in Top 30 per media punti. Se escludiamo Boston, falcidiata dagli infortuni, perfino i Pacers possono contare su uno star power superiore. La risposta quindi è facile e immediata: sì, gli Heat sono la squadra con meno talento tra le 16 che si contenderanno il titolo, e fare canestro sarà un problema.

2) Hassan Whiteside può fare la differenza?

La speranza è l’ultima a morire e, se Miami vuole fare strada nei Playoffs, il centro sarà un elemento imprescindibile su ambo i lati del campo. Le polemiche delle ultime settimane sono scemate sulla base di un tacito accordo che mira a chiudere al meglio per salutarsi in estate con una separazione fruttuosa per entrambe le parti. Miami vuole che Whiteside domini, e un eventuale accoppiamento contro Toronto o Boston sarebbe il palcoscenico ideale per le sue caratteristiche. Attualmente è ultimo in squadra per media minuti nel quarto periodo (5.9) e 311esimo nella Lega. Come se non bastasse, gli Heat hanno un differenziale tra punti fatti e punti subiti di -76 con lui campo, secondo peggior dato di squadra dietro al solo Waiters. Tuttavia, considerata la giovane età di Adebayo e le qualità di Olynyk più indirizzate verso lo spacing, Spoesltra non ha altra scelta se non quella di puntare sul suo centro sperando che rimanga concentrato come nelle ultime apparizioni. Ecco quindi che, per la prima volta, Whiteside e Miami sono letteralmente sulla stessa barca: vedremo chi affonda per primo.

3) Il roster composto da Pat Riley quest’estate è piuttosto omogeneo, con tanti buoni giocatori ma nessuna stella assoluta. Questa scelta è da considerarsi vincente oppure, per sperare di fare strada nei Playoffs, Miami avrebbe dovuto pensare di avere la coperta più corta ma una grande stella in squadra?

Nel corso della stagione il coach ha attivamente utilizzato tutti i suoi uomini, compresi Luke Babbitt e Rodney McGruder, finalmente tornato ai suoi operosi livelli dopo la lunga degenza. La quantità non manca e la presenza di gambe fresche che non si risparmiano in difesa è una delle armi di questi Heat, che non hanno da temere delle serie prolungate. Le rotazioni hanno tutto quello che serve per far saltare il banco degli adjustements in corso d’opera, ma parliamo pur sempre di giocatori di medio livello e con poca esperienza nelle partite che contano. Al netto di Adebayo, c’è quindi da aspettarsi che anche giocatori come Babbitt ed Haslem vengano utilizzati a pieno regime. Optiamo quindi per la quantità, e chi ha detto sia un male?

4) Dwayne Wade può ancora essere importante per una squadra ai Playoffs?

Sì, sì e ancora sì. Nel 2018 i Miami Heat faranno ancora totalmente affidamento su Dwyane Wade, che partirà dalla panchina per guidare una dinamitica second unit insieme a Wayne Ellington, Justise Winslow e Kelly Olynyk. Dal momento del suo ritorno in poi, la presenza del veterano è stata indispensabile per ambiente e compagni e questo trend difficilmente cambierà adesso. Aspettatevi hero-ball in step back col corpo sbilanciato: saranno ancora all’ordine del giorno.

5) Quale risultato dobbiamo aspettarci da Miami in questi Playoffs?

Miami non parte favorita con nessuna. Un secondo turno sarebbe un risultato in linea con le aspettative di questa stagione, ma una Finale di Conference o uno sweep al primo turno non scioccherebbero nessuno a South Beach.

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