playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#4 CLEVELAND CAVALIERS

Cavaliers playoffs 2018 Eastern Conference

1) Quanto si sentirà la mancanza di una PG come Kyrie Irving in questi Playoffs? Cosa ci si può aspettare dalle PG che lo stanno sostituendo?

La mancanza di Irving si farà sentire parecchio, ancora più di quanto si sia già sentita in Regular Season. Non poter più fare affidamento su uno scorer di quel livello, capace di poter davvero togliere il pallone dalle mani di LeBron, è una mezza tragedia per una squadra con il penultimo Defensive Rating della lega e che gioca un attacco basato su high pick ‘n roll e isolamenti per James. Cleveland finora ha sempre giocato per segnare un punto in più dell’avversario e, purtroppo, nessuna delle point guard presenti a roster è in grado di bilanciare le qualità offensive di Irving. D’altro canto però, a parte Clarkson, i nuovi arrivati di febbraio sono piuttosto bidimensionali e quindi portano un miglioramento non indifferente nella fase difensiva. La possibilità di avere maggior qualità difensiva è un punto cruciale, anche se l’assenza di Kyrie in fase offensiva continuerà a pesare inevitabilmente sulle sorti della squadra in questi Playoffs.

2) In un’ipotetica serie contro Houston invece di Golden State, chi ha maggiori chance di vincere?

Cleveland avrebbe qualche possibilità in più rispetto ad una serie con Golden State, ma rimarrebbe comunque sfavorita. Come detto, un’eventuale finale contro una squadra dallo star power inferiore a quello degli Warriors sarebbe, anche solo psicologicamente, una manna dal cielo. Ma le buone notizie finirebbero lì. Realisticamente parlando, la serie metterebbe a confronto il miglior attacco della lega contro la seconda peggior difesa. I lunghi di Cleveland sarebbero super vulnerabili sui pick and roll alti di cui si nutre l’attacco di D’Antoni, senza tralasciare il fatto che Houston è la squadra che tira di più (e meglio) da dietro l’arco. Un grattacapo non da poco, se si pensa che i Cavs sono la squadra che subisce il maggior numero di tiri tentati da tre insieme ai Chicago Bulls. Inoltre, i Rockets vantano a roster giocatori come Mbah a Mouthe, Ariza e PJ Tucker che rappresenterebbero un bellissimo terzetto di difensori da poter far ruotare su LeBron. Insomma, è ancora ragionevole pensare che Houston sarebbe un migliore match-up, ma ad oggi i Cavs partirebbero sfavoriti anche contro di loro.

3) Con il roster rivoluzionato a febbraio, quali sono le rotazioni che vedremo ai Playoffs?

Sicuramente le rotazioni dipenderanno dalle squadre che si troveranno ad affrontare, così da essere preparati il meglio possibile per fermare i propri avversari. Un punto su cui è giusto soffermarsi è l’impiego dei lunghi: Love difficilmente verrà utilizzato da quattro, in quanto vorrebbe dire avere un quintetto in difficoltà sui cambi. Per questo si potrebbe pensare di sfruttare i piedi veloci di Tristan Thompson e di Larry Nance Jr, con Love da 4 in attacco e da 5 in difesa, anche se realisticamente sarà difficile vedere Lue prendere questa strada. Per quanto riguarda il backcourt invece bisogna aspettarsi che il minutaggio di Calderon cali sempre di più, lasciando spazio a Hill e Hood. Nel ruolo di Shooting Guard, Clarkson continuerà ad avere i suoi 15 minuti in cui verrà utilizzato da scorer puro, mentre JR Smith e Kyle Korver avranno il loro spazio in determinati momenti della gara. Il primo infatti può partire da titolare quando manca Calderon (ultimamente utilizzato in coppia con Hill), mentre il secondo può spezzare la partita con le sue triple. A completare il roster c’è Jeff Green, il quale verrà utilizzato parecchio grazie alla sua dimensione di difensore polivalente.

4) Lebron avrà un solo compagno All-Star (Kevin Love) per la prima volta dal 2009, quando era accompagnato dal solo Mo Williams. Senza salvagenti offensivi e costretto a creare per tutta la partita, quanto ne risentirà il rendimento difensivo?

Se il trend dovesse essere quello della Regular Season, ne risentirà molto. Come avevamo scritto qui, quest’anno LeBron James ha deciso di non difendere. Potremmo considerare questa come una scelta obbligata, vista la necessità di accendere un attacco che altrimenti farebbe fatica a decollare? Può essere, ma tant’è. Per quanto James sia ancora il giocatore offensivamente più forte al mondo, la narrazione che vorrebbe essere questa la sua miglior stagione in carriera non è altro che retorica. Certo, forse sta giocando il suo miglior basket offensivo di sempre, ma questo viene pesantemente controbilanciato dalla mancanza di applicazione nella propria metà campo. Quando LeBron riposa, i Cavs concedono 6 punti per 100 possessi in meno rispetto a quando è in campo: si tratta del peggior dato tra tutti i componenti del roster ed è piuttosto eloquente sulla curva che sta seguendo la parte finale della sua carriera.

5) I risultati di questi Playoffs condizioneranno la scelta di LeBron in estate? Se sì, qual è il risultato minimo per Cleveland da raggiungere per convincerlo a rifirmare?

I risultati di questi Playoffs incideranno molto, ma questo non vuol dire che saranno l’unico fattore determinante. Prima di tutto infatti va fatta una premessa: LeBron ha certamente le idee chiare su come una seconda “The Decision” potrebbe influire sulla sua legacy. Poniamo infatti l’eventualità che Cleveland nel corso di questi Playoffs incontri Philadelphia, una squadra che potrebbe infastidirla tantissimo con match-up individuali, e che venga eliminata al termine di una serie combattuta. A quel punto, a LeBron converrebbe veramente lasciare Cleveland di nuovo e riaccendere i focolai di hating che con il tempo si stanno spegnendo? E poi, per andare dove? In questo momento non ci sarebbe nessuna squadra in grado di dargli la certezza di poter vincere un titolo, e quindi si tornerebbe al punto di partenza. Certo, queste non sono altro che speculazioni, ma per quanto sia giusto pensare che l’esito della stagione sarà un fattore della scelta, preservare la propria immagine dalle critiche di un secondo abbandono potrebbe pesare maggiormente.

NEXT: #5 SEED: INDIANA PACERS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *