playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#3 PHILADELPHIA 76ERS

76ers playoffs 2018 Eastern Conference

1) Tra Embiid e Simmons, chi è l’arma offensiva più pericolosa di questi Sixers?

I due giovanissimi talenti di Philadelphia si sono alternati quest’anno nella guida tecnica della squadra. Infatti, se nella prima parte della stagione Philadelphia sembrava dipendere offensivamente da Joel Embiid, il livello espresso da Ben Simmons dopo l’All Star Break si è alzato vertiginosamente fino a raggiungere la tripla doppia di media nelle ultime quindici partite stagionali. Simmons è riuscito a prendere una maggior confidenza con la NBA e ce l’ha fatta senza usare il jumper, evento più unico che raro nella pallacanestro odierna. Il suo gioco poi si è rivelato importantissimo per innescare i tiratori presenti a roster, da Marco Belinelli ad Ersan Ilyasova. Nonostante questo, è lecito aspettarsi che i palloni più importanti di questa postseason passeranno comunque per le mani di Embiid, il quale vanta un migliore skillset offensivo specialmente contro le dure difese dei Playoffs.

2) Quali sono i punti di forza di questa squadra?

Senza dubbio Philadelphia ha dalla sua parte l’entusiasmo. I Sixers arrivano da 15W consecutive e questo non può che essere un punto a loro favore. Inoltre, l’immagine che traspare è quella di un roster molto unito e composto da un giusto mix di giovani e veterani. Philadelphia è una squadra che ama correre, con un attacco capace di mettere molti punti a referto (settimo in stagione regolare) letteralmente esploso tra marzo e aprile quando ha viaggiato all’incredibile media di 118 punti a partita. E’ un sistema offensivo in cui si passa molto la palla (sono secondi per assist) e che dipende molto dalle percentuali dei tiratori e dal gioco di Embiid. Philadelphia inoltre è la squadra che prende più rimbalzi in tutta la NBA, con ottimi difensori perimetrali e lo stesso camerunese che, a differenza di altri lunghi, non ha nessun problema ad accettare i cambi contro giocatori più piccoli.

3) Simmons è il miglior difensore della Eastern Conference su Lebron James?

Nell’ultima partita che ha visto le due compagini affrontarsi, James ha segnato 44 punti tirando 17/29 dal campo. Nonostante questo, non si può negare che Ben Simmons sia stato un difensore eccellente, lasciandogli appena 5 punti (1/6 da campo) su 23 possessi. Il grosso dello score realizzato da James è avvenuto negli altri 37 possessi, in cui era marcato da Covington, Belinelli e Redick. Infatti, quando c’era Covington, James ha segnato 17 punti tirando col 70 %, mentre su Belinelli e Redick ha potuto sfruttare il mismatch creato con un pick and roll che ha concesso al Re la possibilità di realizzare 17 punti in 15 possessi con 7/9 dal campo. Ben Simmons, vista l’età, ha forse minore fisicità rispetto a quella di James ma può fare affidamento su 5 centimetri in più di altezza ed uno wingspan più ampio. Considerando l’intera Conference, ad oggi forse solo James Johnson di Miami è meglio di lui per provare a contenere LeBron, ma solo grazie ad una taglia più grande e una maggiore malizia data dall’esperienza.

4) Markelle Fultz è tornato ed ha iniziato a convincere. Ci si può aspettare che trovi tanto spazio ai Playoffs nonostante le poche partite giocate in stagione?

Fultz ha chiuso la sua stagione regolare, fatta di sole quattordici partite, diventando il più giovane della storia della NBA a chiudere una partita con una tripla-doppia, contro i Milwaukee Bucks. Ripensando a tutti i problemi avuti nel corso della stagione, questa notizia non può che essere presa con ottimismo. I suoi problemi riguardanti la meccanica di tiro non sono del tutto risolti: sebbene ci sia stato un netto miglioramento rispetto a quanto mostrato nella prima parte di stagione, la sua fiducia nel jumper è piuttosto latente. In compenso, nelle ultime dieci partite è riuscito ad andare in doppia cifra per cinque volte. Un risultato notevole, specie se si pensa alle limitazioni legate al minutaggio che lo staff medico di Phila gli aveva imposto. Probabilmente la sua presenza in campo non aumenterà di molto perchè la contemporanea presenza di Simmons potrebbe rivelarsi un problema per le spaziature, ma tutto dipenderà ovviamente dall’impatto che avrà nelle partite: qualora fosse capace di incidere dalla panchina potrebbe anche trasformarsi in un sesto uomo di lusso in questi Playoffs.

5) Quale sarebbe il risultato minimo da raggiungere ai Playoffs per considerare la stagione veramente positiva?

Ad inizio anno probabilmente sarebbe bastata la qualificazione per considerare la stagione di Philadelphia come positiva, ma dopo questo finale scoppiettante è lecito aspettarsi qualcosa di più da questi Sixers. Trovandosi nella stessa parte di tabellone dei Boston Celtics e dei Milwaukee Bucks, Phila ha buonissime possibilità di arrivare alle Finali di Conference senza incontrare né i Cavs né i Raptors. Nel caso non dovesse farcela comunque non sarebbe nulla di drammatico, visto che già il primo turno nasconde diverse insidie, legate al fatto che Miami potrebbe sfruttare l’inesperienza della squadra di Brett Brown. La Finale di Conference sarebbe un importante passo verso il completamente del “Process”, ma già dimostrare il proprio valore in una serie di alto livello potrebbe bastare a crescere individualmente e come gruppo.

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