playoffs 2018 Eastern Conference

Q&A – Guida ai Playoffs NBA 2018 (Eastern Conference)

#2 BOSTON CELTICS

playoffs 2018 Eastern Conference

 

1) Cosa faranno i Celtics per sopperire alla mancanza di Irving?

Questi Playoffs saranno molto lontani da quelli che i tifosi dei Boston Celtics avevano immaginato sotto l’ombrellone quest’estate dopo la firma da free agent di Gordon Hayward e la trade che aveva portato Irving alla corte di coach Brad Stevens. L’assenza delle due star costringerà i Celtics a giocare un basket molto diverso, caratterizzato da un PACE al di sotto della media e con possessi prolungati fino allo scadere dei 24 secondi. Un altro grande problema poi saranno le rotazioni, soprattutto per quanto riguarda i ball-handler. Infatti, a causa degli infortuni di Irving e Marcus Smart – che sarà out sicuramente per tutto il primo turno – a disposizione ci saranno solamente Terry Rozier (che sarà il playmaker titolare), Jabari Bird e Al Horford, il quale nonostante i suoi 208 centimetri verrà chiamato a ricoprire il ruolo di vero e proprio Point Center in alcuni quintetti.

2) Quanto l’attacco dipenderà da Tatum e Brown?

Tanto, forse troppo visto che stiamo parlando di due ragazzi di soli 20 e 21 anni. Senza dubbio avranno un aiuto da Al Horford, il centro su cui Stevens farà maggior affidamento con diversi possessi in post. Tuttavia, inevitabilmente, bisognerà aspettarsi dei momenti in cui si chiederà alle due giovani speranze di creare anche dal palleggio, il che potrebbe diventare un problema per l’attacco contro le difese più intense dei Playoffs. I due si troveranno ad un banco di prova interessante, ed è possibile che entrambi vedano ridimensionarsi medie punti e percentuali, ma guai a porsi dei limiti. E chissà mai che riescano a dimostrare l’ennesima prova di inaspettata maturità. Quello che è certo, in ogni caso, è che il destino dei Celtics passerà per le loro giovani mani.

3) Quale tipo di quintetto sceglierà Stevens visti tutti gli infortuni?

Il coach Brad Stevens divide i suoi giocatori in tre categorie: ball-handler, ali e lunghi. La mancanza principale, come detto prima, di un ball-handler porterà i Celtics a schierare uno tra Terry Rozier, Jabary Bird e Al Horford. Il domenicano, nonostante il ruolo naturale di centro, verrà chiamato a ricoprire il ruolo di playmaker in alcuni tratti di partita non solo per fare da facilitatore, ma anche per portare palla e iniziare l’azione. Quando capita questa situazione, Stevens costruisce attorno a lui un quintetto atipico, con Marcus Morris e Greg Monroe nel ruolo di lunghi, Semi Oyeleje in ala e uno tra Tatum e Brown a completare il quintetto. Questa decisione è dovuta al fatto che i Celtics non hanno vantaggi a giocare a ritmi alti e quindi proveranno a cercare più mismatch possibili. Nonostante questa intelligente strategia, non è detto che Boston riesca a sopravvivere al primo turno, visto che Milwaukee è la squadra maggiormente attrezzata a fronteggiare questo tipo di situazioni.

4) Con tutti gli infortuni che hanno colpito il roster, i Celtics sono la squadra più debole dei Playoffs?

I Celtics si presenteranno a questi Playoffs con un roster di pochissima esperienza, nel quale solo quattro giocatori hanno messo piede in campo per più di 10 partite nei Playoffs in carriera (Terry Rozier, Jaylen Brown, Aaron Baynes e Al Horford). Il resto della squadra invece vanta potrebbe non essere abituato a certi palcoscenici. Per questo, è forse corretto affermare che i Celtics siano la squadra più “scarsa” dei Playoffs. Tuttavia non vuol dire che siano condannati ad un’eliminazione nel primo turno. Infatti, a differenza di altre squadre (come ad esempio i Bucks) hanno sviluppato un sistema in cui i giocatori riescono a rendere molto di più di quanto ci si aspetti da loro.

5) Un’eventuale uscita al primo turno sarebbe da considerarsi una delusione?

Malgrado le ultime chance di raggiungere le Finals siano definitivamente sfumate con l’infortunio di Irving, Boston non parte già battuta nello scontro con Milwaukee. L’arma su cui i Celtics potranno fare affidamento è soprattutto la solidità difensiva, che non è mai venuta a mancare nelle partite importanti. In attacco invece molto dipenderà da quello che riuscirà a fare il supporting cast, rappresentato da giocatori come Morris, Rozier e Monroe. C’è quindi da aspettarsi una serie combattuta, di almeno sei partite, che se vinta potrebbe diventare un ottimo punto di partenza per la prossima stagione. Discorso diverso invece per quanto riguarda un’eventuale uscita al primo turno, che risulterebbe difficile da digerire soprattutto se finisse con un secco 4-0 o 4-1.

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