8 Trade per salvare Cleveland

Ormai è praticamente ufficiale: la situazione a Cleveland è sfuggita di mano. I Cavs sono entrati in una crisi di gioco e di risultati che sembra irrisolvibile. Lo spogliatoio, di solito abbastanza unito attorno alla figura di LeBron, è allo sbaraglio: dopo un meeting di soli giocatori in seguito alla disastrosa sconfitta subita contro i Thunder (148 punti) tutti hanno puntato il dito verso Kevin Love, utilizzandolo come capro espiatorio. Tanti giocatori di Cleveland non hanno reso come ci si poteva e doveva, aspettare: JR Smith dopo le Finals del 2016 non è più tornato in sè e sta vivendo una delle sue peggiori stagioni al tiro (33% da tre punti, peggio solo nella stagione da rookie, per 7.4 punti a partita, peggior dato della carriera); Shumpert non sembra essere pervenuto, Rose e Calderon sono giocatori ormai ritirati e Thompson è stato vittima della maledizione delle Kardashian.

La trade deadline è fissata per l’8 febbraio, prima dell’All Star Game, e quindi ho pensato alcune delle trade che potrebbero migliorare la squadra di LeBron. Cercando di capire come muovere i giocatori di Cleveland è presto chiaro come gli unici assets validi sul mercato siano Frye, il cui contratto da 7 milioni scade a fine stagione, e la scelta dei Nets. Gli unici due giovani che potrebbero valere – poco – in uno scambio sono Osman e Zizic. Tutti gli altri sono contratti pessimi che il Gm LeBron, pardon Koby Altman, ha elargito negli anni per accontentare le richieste del Re.

Le trade sono state ordinate dalle più plausibili e probabili fino alle più fantasiose ma che nell’angolo più oscuro del nostro cuore vorremmo che si realizzassero. Tutte con un solo obiettivo: provare a far tornare Cleveland una squadra.

 

La Trade “Usato Sicuro”

Cleveland: Matthews+Noel

Dallas: Shumpert+Frye+Osman oppure Shumpert+Frye+1st pick

La notizia che è circolata nelle scorse ore è che i Dallas Mavs avrebbero messo sul mercato Wesley Metthews, immediatamente accostato a Cleveland. Wes farebbe molto comodo a Cleveland perchè andrebbe a colmare uno dei vuoti più grossi del roster: un 3&D nella posizione di guardia degno di questo nome. Per arrivare a lui dovrebbero mettere sul piatto Shumpert, Frye e Osman (o in alternativa a quest’ultimo una scelta di fine primo giro). Dallas potrebbe accettare uno scambio del genere per pulire il cap: Matthews ha un contratto da 17 milioni per 2 anni, mentre Shumpert solo 10. Frye a fine stagione vedrà il proprio contratto scadere e Osman nel caso è una scommessa a costo irrisorio. Inoltre a Cleveland potrebbe andare anche Noel, ormai segregato in casa a Dallas e che a Cleveland potrebbe trovare spazio. Nel caso Noel non si dimostrasse all’altezza, il suo contratto scadrebbe a fine stagione.

 

La Trade “Pulizie di Primavera”

Cleveland: Monroe

Phoenix: Thompson+Osman

Una trade secca tra Phoenix e Cleveland che serve solo per togliere dal monte salari il contrattone di Thompson per il prestito di sei mesi di Monroe. Phoenix per il disturbo potrebbe ricevere una scelta o Osman, che ai Suns avrebbe tempo e spazio per maturare con calma. I Suns andrebbero ad avere un reparto lunghi molto caro, molto intasato e anche molto scarso ma che in una situazione di rebuilding come la loro potrebbe non essere un problema di primaria importanza. Questo scambio non risolverebbe certo i problemi di rim protection di Cleveland, ma consentirebbe di liberare 17 milioni dal salary cap in vista della corsa ai free agent di quest’estate.

 

La Trade “BBB, Bismack Blocker Brand”

Cleveland: Biyombo+Clarkson

Orlando: Thompson+1st pick

Los Angeles Lakers: Frye+Simmons+1st pick

Questa è una di quelle trade che iniziano a stuzzicare già di più la fantasia. Con questa mossa Cleveland andrebbe a risolvere due problemi in un colpo solo: con Biyombo arriverebbe la possibilità di avere un 5 molto forte a difesa del ferro (anche se meno mobile sugli esterni rispetto a Thompson) che consentirebbe a Love di tornare nella sua posizione naturale di ala grande. L’arrivo di Clarkson invece colmerebbe il buco nel ruolo di guardia titolare, spostando JR Smith in panchina in attesa che ritrovi, se non la difesa, quantomeno la mira da dietro l’arco.

Per quanto riguarda le altre due squadre coinvolte, i Lakers potrebbero accettare questo scambio per diverse ragioni. Non è un mistero infatti che a Los Angeles vogliano liberarsi del suo contratto per creare spazio salariale per i free agent di quest’estate (Paul George e LeBron su tutti). Frye rimarrebbe in gialloviola solo fino ad Aprile, quando il suo contratto scadrà, mentre Simmons potrebbe risultare funzionale come cambio di Ingram. In questo modo si libererebbero circa 5/6 milioni sul cap, non moltissimi in effetti. Ecco perchè per ingolosire i Lakers, Koby Altman potrebbe mettere sul piatto una scelta al primo giro. Sicuramente non quella dei Nets che, come dichiarato più volte,  dal GM, cederebbe solo in cambio di un All Star.

I Magic sarebbero invece i più restii ad accettare questa trade. La volontà della franchigia di Orlando è quella di muovere Vucevic, giocatore molto più utile in attacco rispetto a Biyombo ma che non corrisponde a ciò che occorre in questo momento a Cleveland. Questo potrebbe voler dire per Altman mettere sul piatto un’altra scelta.

 

La Trade “Reset this team”

Cleveland: Howard+Harris+Bradley

Detroit: Love+Walker+Rose

Charlotte: Thompson+Jackson+pick dei Nets

Da qui in poi iniziamo ad addentrarci nel territorio delle blockbuster trade. Questa in particolare è tra quelle che mi intriga di più, per svariate ragioni. La prima, e più importante, è che tutte le squadre coinvolte ci guadagnano. Cleveland potrebbe avere un quintetto composto da Thomas, Bradley (che hanno già dimostrato di saper giocare egregiamente insieme), LeBron, Harris e Howard. Dwight non sarà più quello di una volta, ma questa stagione sta giocando insospettabilmente bene e un ambiente che punta al titolo potrebbe motivarlo ancora di più. La sua aggiunta e, soprattutto, quella di Bradley aiuterebbero sicuramente i Cavs nella metà campo difensiva tenendo comunque alto il livello dell’attacco. Lo scambio consentirebbe di dare una scossa molto forte alla franchigia dell’Ohio per invertire l’ivoluzione degli ultimi mesi. Da non sottovalutare l’arrivo di Tobias Harris che in questa stagione sta giocando una delle sue migliori stagioni.

Il sacrificio più grande sarebbe cedere Love ai Pistons ma, visti i recenti malumori dello spogliatoio nei confronti dell’ex Minnie, la cessione potrebbe andare in porto. Love andrebbe a formare un frontcourt di assoluto livello con Drummond grazie alla sua capacità di giocare sia da dietro l’arco che in post quando Drummond riceve dal gomito, situazione in cui il centro dei Pistons è tra i migliori passatori. A loro due si aggiungerebbe Kemba Walker. Superbo giocatore di pick n’ roll, come avevamo scritto in questo pezzo, renderebbe Detroit immediatamente migliore di quanto non sia ora dando a Van Gundy il miglior playmaker che abbia mai allenato.

Questa trade per Charlotte segnerebbe la fine dell’era Walker e darebbe il via a un periodo di rebuilding, che però potrebbe partire da buone basi. Jackson e Thompson potrebbero tenere la squadra su livelli bassi ma non bassissimi, circa metà lottery. Ecco perchè i Cavs dovrebbero dar loro la scelta dei Nets, necessaria per portare un giovane in grado di diventare il volto del futuro della franchigia di Michael Jordan.

 

La Trade “Rivoluzione tra le Coste”

Cleveland: Jordan+Mirotic

Washington: Gallinari+Lopez+Williams

Los Angeles Clippers: Love+Gortat+pick dei Nets

Chicago: Mahinmi+Frye+Smith+Osman+1st pick 2019 Cavs+1st pick 2020 Wash

Questa trade cambierebbe la traiettoria di sviluppo di almeno tre franchgie, rendendo la corsa da qui all’inizio dei Playoff molto più divertente. Cleveland otterrebbe DeAndre Jordan, più volte accostato alle squadra di LeBron, diventando fin da subito l’ancora difensiva della franchigia. Inoltre lo scambio porterebbe in Ohio anche Nikola Mirotic, un ottimo rimpiazzo al posto di Kevin Love.

Washington d’altro canto si rinnoverebbe moltissimo senza cedere pedine troppo importanti. Infatti nel corso della scorsa stagione e di quella attuale è circolata spesso la voce che Gortat non fosse contento del suo ruolo negli Wizards e che sarebbe desideroso di cambiare aria. Robin Lopez in questo senso sarebbe il suo sostituto ideale su entrambi i lati del campo. L’aggiunta di Gallinari darebbe alla squadra di Wall un’ala grande con punti nelle mani, al netto degli infortuni che ormai affliggono da sempre la carriera dell’azzurro. Ciliegina sulla torta sarebbe l’arrivo di Lou Williams, il sesto uomo che è sempre mancato a Washington per essere considerata una vera contender. Il suo contratto scade a giugno e con il cap stracolmo sarà difficilissimo rifirmarlo dopo una stagione da (quasi) All Star. Ma a questa trade sicuramente non sarà Washington a dire di no.

I Clippers rivoluzionerebbero completamente il loro roster, perdendo due degli elementi cardine di questa stagione e il loro secondo investimento più pesante dell’estate. Un modo per far accettare loro questa trade potrebbe essere cedere la pick dei Nets, con cui scegliere il loro playmaker del futuro. Un reparto lunghi composto da Griffin, Love e Gortat non sarebbe affatto male e potrebbe completarsi bene con Beverly e Austin Rivers quando questi torneranno sani.

I Bulls da questo scambio non chiedono certo giocatori pronti all’uso visto che sono una squadra in ricostruzione. Accollarsi il contratto di Ian Mahinmi potrà avvenire solo in cambio di picks da parte delle altre tre squadre. Osman troverebbe una squadra disposta ad aspettare la sua eventuale crescita, mentre lo spazio salariale occupato da Mahinmi e Smith non rappresenta un problema troppo grande per una squadra che non deve attrarre grossi free agent quest’estate. Cedere Lopez e Mirotic darebbe un’ulteriore spinta verso la prima scelta di questo Draft e la possibilità di portare a casa un giocatore in grado di diventare il futuro dei Bulls.

 

La Trade “Nolarmageddon”

Cleveland: Horford+Holiday

Boston: Davis+Ajinca

New Orleans: Thompson+Shumpert+Frye+Thomas+Osman+Rose+pick dei Nets+pick dei Lakers (via Boston)

L’infortunio che ha messo fine alla stagione di Cousins ha anche messo fine al progetto Twin Towers a New Orleans. La paura di perdere DeMarcus in estate senza nulla in cambio ha convinto la dirigenza dei Pelicans a premere il tasto dell’autodistruzione di questo ciclo.

Il primo ad andarsene è Anthony Davis, impacchettato insieme ad Ajinca in direzione Massachussets. In cambio Nola riceve la pick dei Lakers di questo Draft. A Cleveland vanno invece Jrue Holyday, che non sarà la migliore delle point guard ma in un contesto dove non deve essere necessariamente il terzo violino può essere estremamente utile, e Al Horford. Probabilmente nessuno come il centro di Boston potrebbe risolvere i problemi della difesa di Clevaland e al contempo poter essere così utile in attacco grazie alla completezza del suo gioco. Unico problema è che con questa mossa il salary cap dei Cavs sarebbe talmente pieno da impedire quasi ogni mossa in estate se non la firma di qualche veterano in cerca dell’ultima corsa al titolo.

In Louisiana, oltre alla scelta dei Lakers, andrà anche quella dei Nets ora in possesso di Cleveland. Tutto questo per il disturbo di essersi presi metà della panchina di Cleveland. Tuttavia Rose, Thomas e Frye andranno in scadenza a giugno e nessuno di loro rientra nel progetto della New Orleans di domani. Tre anni di TT e due di Shumpert possono essere un male necessario per ricostruire un roster a partire dalle due scelte che questo scambio porta in dote.

 

La Trade “Adam Silver è un rettiliano”

Cleveland: Griffin+Jordan+Batum+Williams+Walker

Charlotte: Smith+Shumpert+Frye+Thomas+Osman

Los Angeles Clippers: Love+Thompson+Rose+Green+Calderon

Lo strapotere di Golden State ha messo in grave apprensione il commissioner Adam Silver, preoccupato della competitività della Lega. Ecco perchè, con un colpo di mano che ha fatto gridare alla dittatura, Silver stesso ha imposto questo scambio. L’idea è dare a Cleveland tutti i giocatori necessari per battere Golden State al loro stesso gioco: avere in squadra quanti più All Star possibile. Tutta la panchina viene scambiata senza dare via alcuna scelta. Silver vuole che i Cavs possano battere gli Warriors per tutti gli anni in cui i Big 4 staranno insieme. I Cavs diventano la Suicide Squad dell’Nba: fino al 2025 le finali saranno tutte Cleveland contro Golden State, con free agent del calibro di George e James Harden che accetteranno il minimo salariale pur di giocare per una delle due squadre. Unico a opporsi al sistema è Westbrook che assembla una squadra di soli two-way-player. Terrà una quadrupla doppia di media per cinque stagioni di fila. La stagione 2022/23 sarà la sua Cappella Sistina: 49 tiri di media a partita e Usage rate dell’87%. I Playoff li vedrà comunque dal divano.

 

La Trade “Inverno Nucleare”

Cleveland: Turner+Hill+Asik+Ajinca+Rondo+Collins+Napier+Cunningham+Connaunghton+Allen

New Orleans: James+Harkless

Portland: Love+Shumpert+Clark+Nelson

In tutte queste trade abbiamo dato per scontato che Cleveland voglia ancora giocarsi il titolo in quest stagione. E se così non fosse? Vale la pena lasciare in mano alla decisione di LeBron quest’estate l’intero futuro della squadra? La risposta, per Koby Altman, è no.

Con una mossa a sorpresa LeBron James viene scambiato. Altman fa sapere a LeBron che non è più il benvenuto nella sua stessa casa e il figlio di Akron decide di rinunciare alla sua no-trade clause. In questo modo non sarà lui a lasciare spontaneamente Cleveland come nel 2010, ma la colpa ricadrà completamente su Altman. La narrativa di James resterà intatta e, anzi, si arricchirà del fatto che un mortale ha osato scambiarlo come un qualunque altro giocatore.

James approda così in Louisiana, accolto con una parata ufficiale come il salvatore della Patria. Come un Re. Contestualmente arriva da Portland anche Mo Harkless, il tiratore che da un paio di stagioni è atteso a Nola come il Martedì Grasso. Purtroppo senza Cousins la corsa ai Playoff dei Pelicans si ferma al secondo turno, ma in estate LeBron esercita la sua player option e DeMarcus rifirma a cifre ridicole. Il Re ha un nuovo castello.

La ricostruzione per i Cavs è totale: Kevin Love viene spedito a Portland insieme a Shumpert. L’ex Minnie è perfetto per Portland, che finalmente trova l’ultimo tassello per potersi mettere alla pari delle altre corazzate che si affacciano sul Pacifico. La Postseason a Ovest diventa una lotta senza quartiere con esclusi eccellenti a ogni turno.

In Ohio nel frattempo inizia a diffondersi un solo hashtag: #InKobyWeTrust

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *