The Chat #5 – Tra legacy, narrazione e anelli

Lo scorso giugno, nel commentare la netta affermazione dei Golden State Warriors alle Nba Finals, Jeff Zillgit su Usa Today scrisse che “la legacy di LeBron James è al sicuro nonostante la sconfitta. Diventerà uno dei primi tre giocatori della storia del gioco e il suo record nelle Finali non avrà alcun impatto sulla percezione che si avrà di lui”. Il tutto rientra in uno dei topoi classici della letteratura lebroniana: qualunque sia l’argomento di discussione, se c’è James di mezzo si torna sempre lì, alla sua eredità, al suo posto nella storia, al suo lascito per le future generazioni di giocatori e non. Se, poi, si comincia a discutere del suo futuro prossimo, con quella player option che pende come una spada di Damocle sulla prossima estate dei Cavs, è quasi inevitabile discutere sulle conseguenze che potrebbe avere una Decision 3.0 sull’immagine del più iconico atleta del nostro tempo. Tanto più alla luce dell’indiscrezione che vorrebbe lo stesso nicchiare alla richiesta di rassicurazioni sulla sua permanenza da parte di Dan Gilbert.

Andrea Martinenghi: Imho, difficile pensare che vada via. Probabile anche che abbia risposto così apposta a Gilbert (ricordiamo la dolce letterina del 2010 dopo The Decision 1.0, no?).

Cosimo Sarti: Per me se ne va di nuovo. Dopo questa stagione della squadra non rimane praticamente più nulla, va rifatta da capo.

In effetti…

 

Alessandro Ravasio: Concordo con Cos e aggiungo: quante effettive possibilità ha con questa squadra di vincere ora e nei prossimi 2/3 anni? Magari altrove pensa di averne di più..

Lorenzo Bonacina: Come sarebbe visto a Cleveland se abbandonasse per la seconda volta dopo aver bruciato tutti gli assets (Wiggins, Kyrie) per un solo anello? Per me non se lo può permettere, rischierebbe davvero di mettere a repentaglio la sua reputazione.

Roberto Fois: Secondo me non se ne andrà mai. Non è un discorso legato ai risultati ma alla sua legacy: non se ci avete fatto caso, ma nelle ultime interviste ha spesso ribadito questo concetto cui pare essere molto legato. Sarebbe molto meglio per lui rimanere per lui , dal punto di vista dell’immagine, rimanere anche in una stagione più o meno fallimentare dal punto di vista dei risultati di squadra.

LB: Ovviamente stando a Cleveland le chance di vincere sono vicine allo 0, però il rischio di abbandonare la nave e finire senza altri anelli è molto alta finché ci sarà Golden State…

CS: Per me rimane se la scelta dei Nets è top 3 e la scambiano per una star. E magari rinnovi al minimo qualche panchinaro tipo KK, Flash, Frye…

Davide Durante: Io concordo con Lollo. Un anello in un posto che non è Cleveland rovinerebbe la sua legacy più di quanto non lo farebbe non vincere più…

CS: Quale legacy? La legacy è già quella del “ring chaser”…

DD: Beh, ha fatto una bella inversione con il suo ritorno a Cle…

CS: Che Cleveland fosse casa è stata solo una coincidenza.È tornato solo perché i Cavs hanno preso tre prime scelte in 4 anni, altrimenti ciccia.

DD: Può essere, ma di fatto ha cambiato il modo in cui viene percepito.

CS: Che poi va distinta una cosa a monte: quello che fa per la sua comunità come uomo d’affari è ben diverso dal basket. Cioè lui manda avanti l’Ohio praticamente da solo e ha messo su un sacco di iniziative belle e lodevoli, però quello è indipendente da quello che fa come professionista.

DD: Si ma allora non puoi dividere le cose. Bene se economicamente manda avanti l’Ohio da solo ma male se ha lasciato per un contesto migliore? Sarebbe come dire che sul piano etico è più rilevante cambiare squadra piuttosto che finanziare una comunità intera…

CS: No no dico che sono due cose che non c’entrano nulla, che lui fa benissimo ad aiutare la sua comunità (e lo faceva anche quando era a Miami) ma se si parla di basket bisogna guardare altro. Ovvero: quando ti sei trovato nella merda, cosa hai fatto? Scappato dai Cavs, scappato da Miami, e ora scappi ancora?

Nicolò Tolusso: Lui è bravissimo a romanzare e la gente lo ha adulato perché tornava a vincere a casa. In realtà ha capito che Miami era scoppiatissima…

CS: A Miami ha sbroccato quando Pat ha detto che si faceva il cazzo che diceva lui. Ora diciamo che le cose gli vanno meglio nel senso che comanda lui e se dice che si scambiano tutte le prime scelte fino al 2050 si fa così…

LB: Però qualche anello, a differenza del 2010, ce l’hai e sai che comunque vada sarai ricordato come uno dei più grandi.
Se cambia è perché sente di poterne vincere almeno altri tre. Ma dove?

CS: Forse farebbe più legacy una stagione tipo Mamba 2012 o Noah 2014 dove tutto va storto e tiri la carretta senza una logica verso una first round exit paradossalmente.

NT: Per Cleveland non sarà mai “un solo anello”. Però si, l’unico modo che ha per vincere ancora è mettersi con un’altra superstar, che danneggerebbe un po’ la legacy. Quindi non lo farà.

DD: Non vedo dove sia il problema nel cambiare se le cose non vanno. La narrativa non è un binario reale che va per forza percorso, anche uscirne può essere vista come una scelta coraggiosa.

Claudio Pellecchia: Purtroppo (o per fortuna) la narrativa è qualcosa con cui fatalmente si deve avere a che fare, soprattutto quando si parla di personaggi del genere, totalmente trasversali a ciò che fanno in campo…

CS: Durant è coraggioso, con le sue suole passivo-aggressive?

RF: In un certo senso si…

DDSi che è coraggioso. Lo sai benissimo quanta merda ti tiri dietro facendo una scelta di quel tipo. Rigirando la questione si può dire che è stupido rimanere in un posto che non ti da la possibilità di vincere quando puoi cambiare.

CS: Però dai, come sportivo non ha senso. È troppo distante da una mentalità competitiva normale: cioè tu perdi di un niente e vai con chi ti ha battuto? Non esiste. Unica attenuante è che giocare con Russ può essere snervante, ma allora vai a Boston, vai da un’altra parte, non a GS…

AR: La scelta di lasciare Cleveland non è solo legata al campo. Possiamo raccontarcela come vogliamo, ma la narrativa conta. Ancor di più nel caso di LeBron. Come ci ha insegnato KD, egli verrà comunque ricordato anche come quello che ha lasciato OKC per la squadra probabilmente più forte della storia. Per quanto potrà vincere, ci sarà sempre questa componente. Idem per LeBron, che comunque si è un po’ ripulito la reputazione tornando ai Cavs. Per me la scelta si riduce a vedere da parte sua se non ha più voglia di vincere assolutamente un altro anello e lasciare intatta la narrativa dell’eroe che torna a casa e porta l’anello nella città più sfigata dello sport americano, oppure se vuole vincere a tutti i costi il quarto anello. Questa squadra non può farlo e penso che lo sappia pure lui. Resta da capire il gioco di rovinarsi ancora la reputazione possa valere la candela di cercarsi una squadra con cui vincere entro due o tre anni. Lakers? Philadelphia? Questo si vedrà a luglio quando qualche colpo di mercato verrà messo nero su bianco (tipo le scelte di DMC o PG).

DD: Si esatto, è da vedere se per lui è più importante lasciare intatta la narrativa dell’eroe che torna a casa oppure avere la possibilità di vincere ancora. Però a questo punto bisogna chiedersi: in quale squadra può avere REALMENTE la possibilità di vincere un titolo? E secondo me questa domanda è anche legata alla sua tendenza di piegare ogni progetto tecnico al suo volere…

RF: Che poi anche essere il Re di una squadra mediocre per lui potrebbe essere una nuova sfida, portare ai PO una squadra che sulla carta sarebbe da DLeague magari…

CP: Io non credo. Lo ha già fatto due volte con Cleveland, ora gli serve gioielleria. Già i Lakers sarebbero una cosa a metà, perché si dovrebbe vedere chi lo segue e chi no…

AR: Per me il fit migliore a livello di salari è Phila…

NT: Simmons e LeBron insieme cozzano da morire…

AR: Potrebbero vedere di fare una cosa alla CP3 e Harden (con molto meno tiro ovviamente), ma potrebbero funzionare bene secondo me. Loro due con Embiid sarebbero tre mismatch vaganti per il campo 40 minuti a sera.

CP: Però Simmons dovrebbe imparare a tirare in un’estate, perché a quel punto palla e LeBron e lui gestisce i tiri di tutti e per tutti…

AR: Simmons dovrebbe essere almeno decente dalla media e LeBron dovrebbe rinunciare a qualche possesso da play puro. Ma per me è una coppia che con qualche aggiustamento è molto molto interessante, anche perché perché comunque LeBron ora non è che faccia così schifo come a inizio carriera da dietro l’arco…

L’evoluzione e l’incidenza del tiro da tre nell’arco della carriera di LBJ

 

CP: Quindi  invertire i ruoli? Simmons a portare palla e LeBron sharpshooter? Non so quanto sia praticabile…

AR: Sharpshooter sempre no, ma qualche schema in cui può fare quel ruolo si. Sia Simmons che Bron sono sia ottimi passatore che rollanti. Un pnr tra loro due o un pnr tra Simmons ed Embiid con Bron pronto ad attaccare il lato debole è già metà di un buon attacco.

DD: Dovesse andare a Phila penso che l’unico fit possibile sia farli giocare pochissimo assieme, come fa d’Antoni con Harden e CP3.

AR: Secondo me una convivenza è possibile, e a parte i Lakers (con molti aggiustamenti)non so quali squadre possano andare da LeBron con i soldi e giocatori che possano dargli possibilità di vincere in poco tempo. Philadelphia mi sembra l’opzione più credibile.

NT: CP3 e Harden sono elite anche spot up. È solo una questione di ego, completamente diverso da Simmons-LeBron: LeBron tira bene, si. Ma non gli puoi dire gioca off the ball, lo sappiamo tutti che non lo farà mai…

DD: È una questione di ego che D’Antoni divida i minuti in campo dici?

NT: No, massimizza il fatto di avere due pg di quel livello. Tenendo anche a freno qualsiasi problema.

DD: Ah ecco. Si, concordo…

LB: Philadelphia è ancora troppo lontana da essere una contender, per me le uniche due opzioni sono Houston e Wizards.

AR: Wiz situazione salari molto complessa. Servirebbe mandare via Porter e uno tra Oubre e Gortat. Praticamente impossibile.

NT: Però non sono incompatibili, hanno abitudini simili e consolidate, ma off the ball sanno giocare entrambi. E Simmons non è un cattivo tiratore, è semplicemente inesistente a più di tre-quattro metri dal ferro: sarebbero molto fisici, molto forti in difesa e a rimbalzo, ma comunque molto lontani dal competere con GS. Risollevare LA sarebbe un grande risultato, ma i Lakers fan troppo cagare per qualsiasi altro discorso: resta a Cleveland.

CP: Con? I Cavs avranno pochissimo margine operativo…

DD: Cleveland a fine stagione va incontro all’apocalisse…

NT: Per me facendo il bilancio di pro e contro con tutte le soluzioni possibili è meglio restare a Cleveland. Continueranno con questo nucleo.

DD: Anche non rifirmando Calderon, Wade, Green e compagnia, resta da vedere cosa fa Shumpert (che rimarrà, dove trova qualcun’altro che gli da 11 milioni?) e il rinnovo di IT…

NT: Eh la situazione è bruttina ma da un po’, Gilbert non vuole più tirare fuori i soldi in effetti. Ma facendo due conti, non ci sono destinazioni credibili. Rockets sarebbe dannosa per la legacy, LA è un pianto, Washington non ha margine. Potrebbe andare a Phila e smontargli tutti gli asset per costruirsi una squadra a piacimento, che sarebbe come giocare d’azzardo. Per me resta a Cleveland arrivando un’altra volta in finale, continuando la striscia vincendo l’MVP e chiudendo lì…

LB: Diventando il miglior scorer all-time della NBA facendo gli ultimi 3 anni a brickare come un dannato (#MambaMentality)…

AR: A livello di cosa dirà la storia e la narrativa, sarebbe meglio restare a Cleveland. Se vuole essere tra i più grandi anche per gioielleria allora gli conviene andarsene.

NT: Secondo me è arrivato a un punto in cui sa che la gioielleria è abbastanza lontana qualsiasi cosa faccia e accumula altri tipi di argomenti. È due anni che sta supplicando per vincere l’MVP. LA è suggestiva, i Lakers stanno dando 18 milioni a KCP per convincere Rich Paul e tutto, ma non verrà. Se dovessero riuscire a scambiare per Boogie o PG (miracolo) potrebbero convincerlo, ma altrimenti i Lakers non hanno nemmeno spazio per un max contract + un supermax…

LB: Vedendo come stanno andando i Lakers diciamo che credo che LeBron non abbia tutta la voglia del mondo di andarci…

NT: L’andamento attuale per me non è così rilevante. Ci saranno pochi confermati e tutto dipende dalla presenza di una seconda star. Poi le chance sono poche in ogni caso: Lonzo, Ingram, Kuzma, Hart, con gli altri che, probabilmente, salutano tutti. Giovani buoni, potenzialmente spazio salariale e possibilità di risollevare nobile decaduta. Qualche piccolo stimolo può esserci, ma stiamo parlando di percentuali molto piccole.

Non resta, quindi, che aspettare. E, nel caso dei tifosi dei Cavs, sperare.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *