Regali di Natale

Tutti sappiamo quanto sia difficile fare un regalo di Natale: che sia un familiare, un amico, la fidanzata. Ma pensate se fosse la vostra squadra NBA, quello probabilmente ci mettereste poco a trovarlo. In occasione dell’NBA Christmas Day 2017 abbiamo pensato ad un regalo per ognuna delle dieci franchigie che scenderanno in campo oggi, alcuni seri, altri meno, per affrontare i prossimi mesi con serenità.

Prima di iniziare, qualche semplice regola. Qualche regola ci vuole sempre. Per prima cosa non si possono “donare” infortuni alle altre squadre. In seconda battuta non è possibile regalare vittorie. Terzo vincolo: non è possibile fare regali che verranno riscossi in futuro (ad esempio, stando agli ultimi rumors, non si può regalare a Houston la firma di LeBron James in free agency). Quarta e ultima regola: non è possibile cambiare il passato (Cleveland non può ricevere come dono natalizio che Irving non venga ceduto ai Celtics, per dire).

Stabiliti questi quattro semplici comandamenti, possiamo iniziare.

 

Philadelphia 76ers

Potremmo regalare ai Sixers meno infortuni, certo, ma non vorrei trasformare questo articolo in un necrologio visto quello che ci aspetta più avanti. Quindi andrò con l’unico giocatore realmente sano (incrociamo le dita, tocchiamo ferro) al momento. Doniamo a Ben Simmons un migliore tiro da fuori. Qualcosa di realistico, non che diventi improvvisamente Stephen Curry. Quello che dovrebbe essere, salvo complicazioni, il prossimo Rookie of the Year in carrozza, non ha praticamente tiro lontano dal canestro, e ne è consapevole visti i soli 0.3 tentativi di media a gara (deve ancora segnare la sua prima tripla in NBA).

www.austinclemens.com/shotcharts

E’ impensabile un suo sviluppo futuro, in questa Lega, senza un tiro da fuori almeno decente. Quindi per Natale, e un po’ anche come buon proposito per il 2018, meglio che inizi a lavorarci. E poi, chissà, magari ci regalerà la prima tripla proprio stasera, contro i Knicks.

 

New York Knicks

Solo qualche giorno fa Michael Beasley ci ha regalato uno dei migliori momenti della carriera. I 32 punti al Madison Square Garden contro i Celtics, 18 nel quarto quarto, più la vittoria sono senza dubbio qualcosa che appartiene alla categoria “Miracolo sulla 34° strada”. E in un certo senso la realtà ha superato la fantasia. Un dono perfetto per questi Knicks, che pure stanno vivendo una stagione al di sopra delle aspettative, probabilmente sarebbe quello di riavere il Kristaps Porzingis visto nelle prime gare stagionali. Non che il lettone stia deludendo, a parte lo 0/11 dal campo proprio nella partita contro Boston, ma è fuori da ogni dubbio che le difese avversarie gli abbiano ormai preso le misure, creandogli parecchie difficoltà al tiro. Un suggerimento per Babbo Natale: magari il veloce recupero di Tim Hardaway Jr (non del Tim Hardaway Jr delle prime partite stagionali, quello dell’anno scorso) potrebbe togliere del peso dalle spalle di Porzingis.

 

Cleveland Cavaliers

Avrei voluto scrivere “dei maglioni natalizi di JR Smith”. Ma no, quelli esistono veramente (vi diamo anche le vere idee regalo, cosa volete di più?). Bussiamo invece alla porta di Tristan Thompson, che ha appena messo incinta Khloe Kardashian. Sì, l’ex moglie di Lamar Odom. La fine che ha fatto quest’ultimo dovrebbe farvi capire perché stiamo bussando proprio alla porta di TT e non, ad esempio, a quella di Isaiah Thomas per regalargli un’anca nuova e magari quei 5-6 centimetri di altezza. Negli ultimi tempi, in quel magico mondo che è il web, si è diffusa una teoria denominata “Maledizione delle Kardashian”, secondo la quale chiunque abbia a che fare con una ragazze appartenenti alla famiglia sia destinato a fare una brutta fine. Odom è l’esempio più lampante, ma anche Kris Humphries, ma anche Rashad McCants (sempre con Khloe tra l’altro), ma anche Reggie Bush, giocatore NFL. Anche James Harden è uscito con Khloe prima di Thompson, ed ha successivamente definito quel periodo come “il peggior anno della mia vita”. Quindi è bello che l’amore trionfi, soprattutto a Natale, ma per favore Tristan: stai attento a quello che fai.

 

Golden State Warriors

Cosa c’è di più duro di trovare un regalo adatto ad un bambino che ha già tutto? Perché i Golden State hanno davvero già tutto. Hanno un Big Four, un rookie promettente, comprimari all’altezza, un sesto uomo tra i primi della Lega nonostante l’età ed un’arena sempre piena. Ecco allora che l’unica cosa potrebbe far felici i Dubs potrebbe essere qualcosa fuori dall’ordinario, qualcosa di effimero ma estremamente esaltante. Quello che potrebbe farli felici sarebbe una prestazione da almeno 50 punti di Nick Young il giorno di Natale contro Cleveland. E, a giudicare da questo spot di ESPN, farebbe felice anche lui.

PS: anche uno studio album in collaborazione tra Swaggy P e JaVale McGee andrebbe benissimo.

 

Washington Wizards

La stagione degli Wizards è un po’ al di sotto delle aspettative fino a questo momento, e Washington si trova nei bassifondi della zona Playoffs. Un bel dono che potrebbe dare un’accelerata alla loro risalita potrebbe essere un contributo più concreto da parte di Kelly Oubre Jr, al suo terzo anno di NBA ma ancora discontinuo nelle prestazioni. E anche abbastanza discontinuo nella scelta degli sleeve. Non che la scelta della NBA di vietargli di indossare quello marchiato Supreme sia considerabile necessariamente un male.

 

Boston Celtics

Siamo sicuri che delle scelte al Draft farebbero felicissimo Danny Ainge, che ormai ne è rimasto quasi privo. Tuttavia qui ci vuole qualcosa di serio. I Celtics sono al top nella propria Conference e stanno vivendo la migliore stagione degli ultimi anni, addirittura migliore di quella passata. Se si volesse proprio trovare un neo in questa prima parte di stagione, questo sarebbe l’infortunio di Gordon Hayward alla prima gara che ha messo KO il giocatore per il resto dell’annata. L’ex Jazz ha già tolto il tutore al piede e realizzato un paio di video in palestra che fanno ben sperare, ma i dubbi sul suo recupero rimangono. Come c’erano su Derrick Rose e come c’erano su Paul George. Ogni infortunio ha la sua storia, ecco perché l’unico regalo che potremmo fare a Boston, o sicuramente il più bello, è una corretta e completa guarigione di Hayward, e poco importa se questo debba significare non vederlo sul parquet fino al prossimo autunno.

 

Houston Rockets

Come per Boston, l’unica cosa che si può regalare ad una squadra quasi perfetta come i Rockets è di rimanere sani: in particolare Chris Paul. Con lui in campo Houston non aveva mai perso questa stagione, e non è un caso che l’unica sconfitta sia arrivata nei giorni scorsi contro i Lakers proprio quando l’ex Clippers si è infortunato alla gamba ed è stato costretto ad abbandonare l’incontro. Non sembra comunque nulla di grave, ma se i texani hanno iniziato ad impensierire gli Warriors (nonostante la prima cosa a cui pensa Steve Kerr quando si alza la mattina sia sempre la colazione) è soprattutto merito suo e dell’intesa perfetta che ha trovato con James Harden. Nelle passate stagioni CP3 si era già rivelato injury prone, quindi per Natale regaleremo ai Rockets l’invulnerabilità del loro playmaker.

 

Oklahoma City Thunder

Se fossimo alla Befana si meriterebbero solo del carbone. Ma è Natale, Santa Claus non fa le distinzioni tra buoni e cattivi, per loro fortuna. A questi Thunder servirebbero tante cose. Una migliore selezione dei tiri, che Paul George decida di rinnovare in estate, una migliore selezione dei tiri, una maggiore precisione di Andre Roberson in lunetta, una migliore selezione dei tiri e, infine, una migliore selezione dei tiri. Quindi, a malincuore, OKC sarà l’unica squadra di questa lista a cui verrà tolto qualcosa invece che dato. In particolare ci porteremo con noi, su per il camino, un po’ di possessi ISO. I Thunder sono secondi in NBA per possessi in isolamento con 425. I Rockets sono primi con 442. Però i Rockets in queste situazioni tirano con il 45%, i Thunder col 38%. I Thunder su quei 425 possessi hanno generato 357 punti totali, James Harden da solo ha giocato 276 possessi in isolamento segnando 353 punti. In generale ci sono solo sette squadre che tirano peggio di loro nella Lega negli ISO, solo due superano (di poco) le 300 conclusioni complessive. Quindi ci dispiace per ‘Melo, Russ e George, ma dovranno trovare un altro modo di giocare a basket questo Natale.

 

Minnesota Timberwolves

Sotto gli alberelli – quelli rimossi dai bordi delle nuove divise – della fitta boscaglia del Minnesota, lascio due pacchi. Il primo contiene la smartbox riposa i tuoi starter: un pacchetto che include 4-5 minuti in panchina per tutti i membri di un quintetto titolare, impacchi di ghiaccio e bicchierino ricolmo di Gatorade. Thibs sta sovraccaricando di minuti il suo starting 5 come nessun’altra squadra sta facendo in NBA e come nemmeno lui ha mai fatto in passato con i Bulls.

Le cifre nella colonna centrale corrispondo al minutaggio medio di uno starting 5 NBA, quella a sinistra del minutaggio imposto da Thibs e quella a destra della differenza tra i due. Come superarsi peggiorando

Senza contare che tra i 15 giocatori NBA più impiegati in questa stagione, figurano 3 T-Wolves.

Nel secondo si trova un manuale di istruzione per contenere i taglianti. Non è una novità che la difesa dei T-Wolves stia facendo acqua da molte parti, ma è sugli entry pass centrali o lungo la linea di fondo dove perdono maggiormente la propria consapevolezza difensiva.

Su questi movimenti senza palla, TJ Warren e i Suns hanno lentamente scavato un parziale di +23 nel 3° quarto. Il tutto senza nemmeno avere Devin Booker come presenza polarizzante sul perimetro.

Tuttavia non c’è carbone ad attenderli quest’anno. Anzi, il regalo più grosso se lo sono già fatto con il record di 20-13, 4° a ovest e proiettati per chiudere la prima regular season dopo tanto tempo sopra le 50 vittorie.

 

Los Angeles Lakers

Un bavaglio per LaVar Ball. No, scherzo. E’ terribilmente divertente leggere le sue uscite e quanto facciano imbestialire le persone su internet. Restando all’interno della famigghia, sarebbe bello regalare un nuovo taglio di capelli a Lonzo. Ci sono studi scientifici che hanno provato come, dal momento in cui si è tagliato i capelli corti, il suo jump shot ne abbia solo giovato. Le sue percentuali dal campo sono migliorate del 10%, da tre punti addirittura del 13%. Deve essere una cosa tipo Super Saiyan al contrario: più corti sono i capelli e più l’aura di Lonzo aumenta. Quindi regaliamogli un arnese di quelli elettrici per rasarsi a zero e sfoderare il suo tiro da 75% dal campo. Se avrà nostalgia, potrà sempre fare come l’appena ritirato Carlos Boozer.

Se siete persone noiose e volete qualcosa di serio, per i Lakers un centro con un buon tiro non sarebbe male.

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