I wanna be in Milwaukee

Nella giornata di ieri Adrian Wojarnowski ha lanciato la prima #WojBomb della stagione, annunciando prima di chiunque altro, anche dell’ex-collega e ora rivale Shams Carania, lo scambio tra Phoenix e Milwaukee. A Phoenix vanno Greg Monroe più una prima scelta e una scelta al secondo giro di Milwaukee, entrambe protette; in cambio nel Wisconsin arriva Eric Bledsoe. Questa trade è senza dubbio la mossa di mercato più importante dallo scambio tra Irving e Thomas, e avrà ripercussioni su entrambe le squadre coinvolte.

Milwaukee Bucks

La notizia più importante per i Bucks è che per arrivare a Bledsoe non abbiano dovuto cedere l’attuale Rookie dell’anno Malcom Brogdon, un giocatore molto importante nello scacchiere di coach Kidd. Essendo Antetokounmpo il fulcro dell’attacco di Milwaukee è fondamentale circondarlo di tiratori per tenere allargate e difese e consentirgli di penetrare più facilmente. Privarsi di Brogdon sarebbe stata una mossa molto azzardata: quasi sicuramente non diventerà una superstar, ma già alla sua seconda stagione è un giocatore di ruolo eccellente su tutti e due i lati del campo.

L’arrivo di Bledsoe inoltre aggiunge un portatore di palla in supporto a Giannis e Brogdon: in NBA si è già visto come avere due eccellenti portatori di palla possa dare grossi benefici ad una squadra e Milwaukee si è assicurata una point guard di elevato livello e che potrà far giocare sia Giannis che Brogdon molto più off the ball di prima. Tuttavia, il beneficio più grande è stato affiancare ad Antokounmpo un giocatore offensivo del livello di Bledsoe: in queste prime partite di stagione si può notare come la lineup più utilizzata che non presenti il greco in campo – Della Vedova, Liggins, Middleton, Monroe, Teletovic – perda più di 40 punti nell’ OffRtg rispetto a quella più schierata con Giannis in campo e difenda pure peggio (non consideriamo la death lineup da 138 OffRtg e 70,5 DefRtg); Bledsoe, giocatore che la scorsa stagione è riuscito a mettere a referto 21.1 ppg e 6.3 apg, anche nei finali tirati, toglierà un po’ del peso offensivo dalle spalle del fenomeno greco.

Per arrivare a Eric Bledsoe, Milwaukee ha dovuto cedere Greg Monroe, lo scorer più prolifico dalla panchina. Un sacrificio tuttavia più che necessario considerando il fatto che, tra tutti i giocatori di rotazione a disposizione, l’ex Detroit era quello più ai margini del progetto Bucks.

Heat Map di Eric Bledsoe nella scorsa stagione 2016/2017

Ovviamente ci sono anche alcuni aspetti negativi derivanti da questa trade. Il più importante di tutti è il fatto che Bledsoe sia un giocatore injury prone. In tutte le sue stagioni NBA, il prodotto di Kentuky ha subito qualche infortunio, dei quali una serie alle ginocchia che ne hanno minato l’atletismo. Bledsoe deve assolutamente restare sano affinché il suo inserimento nel sistema Bucks vada a buon fine: in difesa è stato un buon elemento nei suoi due anni ai Clippers ma, dopo 5 stagioni senza particolari ambizioni a Phoenix, il livello (anche a causa degli infortuni) è calato con l’aumentare del suo apporto offensivo. Ritrovare continuità in difesa sarà molto importante, anche perché a differenza degli altri giocatori dei Bucks, Bledsoe è molto meno versatile sui cambi difensivi e potrebbe generare pericolosi mismatch.

Ultimo punto interrogativo è il tiro da tre: in carriera Bledose ha il 33.4% da dietro l’arco e ciò lascia qualche perplessità sulla sua capacità di allargare il campo quando la palla l’avrà Giannis. Milwaukee è infatti la terza squadra della Lega da dietro l’arco proprio perché punisce molto bene i raddoppi che Antetokounmpo attira quando penetra; per Bledsoe sarà cruciale mettere anche questi tiri.

Altro valore aggiunto alla trade sono le protezioni messe alle scelte che sono state cedute.

Ottima mossa da parte della dirigenza dei Bucks, che escono decisamente vincitori da questa trade. Se l’inserimento di Bledsoe dovesse andare a buon fine, Milwaukee si inserirebbe tra le pretendenti ad uno dei primi 3 posti ad Est e a mettere dunque i bastoni tra le ruote a Boston e Cleveland sulla strada per le Finali di Conference.

Phoenix Suns

I don’t wanna be here“: Questo l’ormai famosissimo tweet di Eric Bledsoe che oltre a screditare il nome dei Suns (ed infatti è arrivata una multa di 10K $ ) ha clamorosamente deprezzato l’ormai ex-guardia titolare di Phoenix, sfavorendo questi ultimi sul mercato.  Nonostante il giocatore continui a ribadire che fosse uno status riferito al non voler restare in un hair saloon – con la moglie? per sé stesso? – non era nemmeno così difficile comprendere come il Bledsoe avesse già mollato le redini, sopratutto dalla prestazione difensiva su Lonzo Ball qualche sera prima. Oltretutto, il cambio di panchina in casa Suns sembra essere scaturito proprio dal tweet della discordia al quale ha avuto seguito un’accesa discussione tra lo stesso Earl Watson e Eric Bledsoe.

Nonostante i Bucks escano vincitori dalla trade, non si può dire che i Suns, con quello che si erano ritrovati fra le mani, abbiano fatto un pessimo lavoro. Anzi, si può quasi considerare una situazione win-win per una squadra che aveva promesso a Tyson Chandler un minutaggio ridotto nel caso avesse voluto rimanere a fare da chioccia ai giovani e soprattutto per una franchigia che, nel tentativo disperato di tankare cerca anche di aprire spazio salariale futuro.

Pensando infatti alla Pheonix del prossimo draft, questi avranno la possibilità di pescare con ben tre prime scelte – la propria, quella di Miami ed ora quasi certamente quella di Milwuakee – da poter utilizzare sia come assets per possibili trade estive, che da vere e proprie scelte nel caso si pensi ad una ricostruzione a lungo termine.  Infine, dal punto di vista salariale in questo momento i Suns vedono il proprio spazio diminuire di circa 3 milioni di dollari a causa della cifra spropositata che Monroe era riuscito a strappare due stagioni fa (oggi 17,887 milioni), ma nella prossima free agency il centro – di ormai passate belle speranze – non verrà rinnovato e avrà la possibilità di mettersi sul mercato dopo una stagione giocata a minutaggio elevato.

E pensare che da quel poco funzionale ma interessantissimo trio di guardie del 2014 – Thomas, Dragic e Bledsoe – dopo soli 3 anni Phoenix, a causa di una gestione scellerata, è riuscita ad ottenere solamente 2 first round pick da utilizzare nel 2018 e lo stesso Greg Monroe.

 

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