#1 – Noi cominciamo male, i Bulls anche peggio

Habemus logo! Dopo studi approfonditi, diverse ore di dibattito e decine di prove è stato partorito questo: un divano con una palla.  Studi approfonditi, diverse ore di dibattito, decine di prove. Un divano con una palla. Scherzi a parte, un grazie gigante alla nostra artista Sara Filippini. Ci tengo sempre a scrivere i nomi di chi partecipa perché in fondo qui fan tutto gli altri e io sono solo quello che rompe le palle a tutti. Altra novità importante: USCIREMO OGNI MARTEDI’, nei limiti del possibile.

NiK.O.

Nel titolo si parla dei Bulls, e il problema non è tanto lo 0-2 in classifica. Ora, non ve lo nascondo, io tifo Chicago da ormai una decina d’anni e ne ho viste di cotte e di crude; eppure quando ho appreso questa notizia l’unica reazione è stata: ma – che – cazzo. Parole ben separate, perché quando l’incredulità ti apre la bocca fino a terra scandisci bene per forza di cose.

Due pacifici esseri umani di almeno 210 cm per almeno 110 kg di nome Nikola Mirotić e Bobby Portis sono nel bel mezzo di una partitella in allenamento. Bobby Portis è conosciuto anche con il nome di “Crazy Eyes”, non c’entra niente ma mi sembrava interessante. Insomma, com’è come non è, uno dei due dà del cattivone all’altro, che risponde con il classico “specchio-riflesso…”. Le parole volano per qualche azione finché i due cominciano a spintonarsi e poi – BAM! – parte un destro di Bobby che mette Niko al tappeto per diversi minuti. Letteralmente K.O., con fratture multiple al volto e alla mascella. Risultato: Mirotić all’ospedale e fuori per almeno un mese, Bobby sospeso per otto partite, i Bulls drammaticamente corti nell’unica posizione in cui avevano una rotazione di discreto livello. Jackpot.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si sono liberati tanti minuti per il rookie Lauri Markkanen, che ha ben figurato e potrebbe così conquistare il posto in quintetto ai danni di quei due cretini dei suoi compagni. Già, due, perché, stando allo spogliatoio, l’unico a centrare il bersaglio è stato Portis ma Mirotić non è esente da colpe; colpe che non si limiterebbero alla provocazione verbale a quanto pare. Bobby si è scusato, ha manifestato la volontà di riallacciare i rapporti con la squadra e Mirotić stesso e questa possibilità gli verrà concessa visto il suo comportamento esemplare fino ad oggi. Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima zuffa fra compagni, ma resta il fatto che i Bulls non avevano davvero bisogno di altri problemi oltre a quello di non riuscire a buttare la palla nel canestro.

Visto? C’è anche di peggio del #0 di Couch Ballers’ Week.

 

According to Beasley

Avevo promesso, dopo il misunderstanding dello scorso numero (link qualche riga più in alto), che vi avremmo svelato quella famosa cosa bella che ha fatto Beasley. Ce la racconta un redento Claudio Pellecchia, che, tra l’altro, si è innamorato di “B-Easy” e ci delizierà narrando le sue avventure in molte altre occasioni.

La stagione dei Knicks è iniziata proprio come ci si aspettava; o forse no, dipende dal vostro grado di ottimismo su una scala che va da zero a Spike Lee. Quindi, dal momento che l’andazzo promette di essere questo a lungo, con buona pace dell’hype generato da Porzingis, con Cosimo abbiamo pensato a qualcosa che tenesse alto il morale delle truppe newyorchesi. “According to Beasley” potrebbe essere il nome di una serie televisiva di successo o il titolo di una serie di aneddoti che, data la qualità e la quantità del materiale a disposizione, promette di durare in eterno.

Vi avevo già detto di come costui sia fatto a modo suo. Nel senso che non c’è la possibilità che ne nasca un altro uguale e di come le sue categorie mentali non aderiscano necessariamente a quelle della logica aristotelica che da qualche millennio a questa parte governa il mondo. Il nostro, non il suo. Perché se siete in grado di trovarci un altro giocatore NBA passato, presente o futuro, che sia in grado di andare in prime time a filosofeggiare (letteralmente) sfoggiando tre orologi (di cui uno alla caviglia), berretto girato alla “Over The Top” e maglietta “Goat in New York”, ditecelo e ci ritiriamo a vita privata per dedicarci al nostro progetto segreto di conquista del web. Occhio che qui siamo a metà tra “Limitless” e “Italiano Medio”.

P.S. Dopo lungo dibattere in redazione abbiamo convenuto che si tratta di argomentazioni inattaccabili.

Vi consiglio di fare un giro su “The Italian Knicks” anche se non tifate Knicks, perchè a New York di cose strane ne combinano tante, e in tanti, ma qui non possiamo mettercele proprio tutte.

La Kuzmania

Per concludere, Nicolò Tolusso, un tifoso dei Lakers che sul finale si lascia un po’ prendere dall’entusiasmo (ma giusto un po’ eh!), ci introduce al giocatore che fino ad oggi si è dimostrato la vera e propria steal of the draft. Per i profani: uno che non si fila quasi nessuno la sera del Draft e si dimostra invece un gran bel giocatore. Dopodichè tutti si affannano a dire che lo sapevano, ma il cane gli aveva mangiato lo scouting report altrimenti lo avrebbero scelto sicuramente.

Nell’estate di Lonzo Ball e del Big Baller Brand, chi avrebbe mai pensato che ci sarebbe stato spazio per la Kuzmania? Scelto dai Lakers con la #27 al Draft, nessuno si era minimamente curato di questo classe ’95 da University of Utah fino alle incredibili prestazioni in Summer League culminate con il titolo di MVP della finale.

Badate bene, scrive un tifoso Lakers che aspettava qualche motivo per essere ottimista dopo anni di Robert Sacre e Marcelinho Huertas, questo ragazzo ha folgorato tutti: tiro dalla distanza, capacità di mettere palla per terra concludendo al ferro e soprattutto la faccia tosta per prendersi 10 tiri in 3 minuti se necessario, con quella debordante sicurezza nei propri mezzi che lo rende un prospetto di primo piano. La natura istintiva delle sue azioni in campo lo rende estremamente veloce di piedi e di testa, perfettamente complementare a Lonzo Ball e tagliato su misura per l’NBA moderna; aggiungeteci una buona dose di versatilità difensiva e il potenziale è di quelli davvero da monitorare.
Dopo la meraviglia ha cominciato a farsi largo la cautela: “ma è solo Summer League”, “non durerà, vedrai”. Ma perché andarci cauti? Lo leggete qui per la prima volta, Kyle Kuzma si prenderà prestissimo il posto da titolare e un giorno sarà un All-Star. Quando succederà ripenserete a questo trafiletto e potrete dire agli amici che voi già sapevate, perché lo avevate letto all’alba della sua carriera su una rubrica di intenditori da divano.

Siamo alla fine di questo Couch Ballers’ Week #1, e vi lascio ricordandovi che alle 2:00 della notte fra Sabato e Domenica Sky trasmette in diretta la rivincita della grande sfida di Domenica scorsa fra Thunder e Timberwolves.

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