Trade Deadline for Dummies

Secondo Bergson il giorno della trade deadline è quel periodo dell’anno in cui si passa un determinato lasso di tempo, che può variare da (pochi) minuti a (molte) ore, facendo scorrere il dito verso il basso sul proprio schermo di riferimento nel tentativo di aggiornare il profilo di Adrian Wojnarowski, in attesa di notizie e della Verità.
Il giorno dopo la trade deadline, invece, è costituito dalle canoniche 24 ore e da una sequela di giudizi -non- richiesti su quelli che sono stati gli affari del dì precedente.

Le notizie più polarizzanti sono state consumate nei giorni precedenti –Cousins a NOLA, Ibaka in Canada- o relative all’immobilità complessiva del triangolo amoroso Butler-George-Ainge.

Per gli scambi abbiamo posto come limite cronologico il passaggio di Lou Williams ad Houston ed esamineremo ogni transazione cercando di determinare nei limiti del possibile il “vincitore” -ammesso e concesso che si possa parlare di tale- di ogni trade.

Los Angeles Lakers-Houston Rockets
Lou Williams x Corey Brewer & prima scelta 2017 (Rockets)

Corey Brewer è l’ennesimo peso morto che si aggiunge al cap dei Lakers (ciao Timo!) ma scadrà nel 2018 ed era necessario per pareggiare i salari. LA guadagna una prima scelta alta (ad oggi la 27esima) ma favorisce il proprio tanking -condizione necessaria e non sufficiente per salvare una futura scelta in direzione Orlando- e negli ultimi anni ha dimostrato di avere un più che discreto sistema di scouting, utile nei bassifondi del primo giro. Houston acquisisce il suo prototipo di baby-Harden in un giocatore capace di portare palla, tirare e lucrare falli. Non è la differenza fra l’essere ed il non essere una contender ma è un buon tassello in un roster costruito su concetti moderni di high P&R e spaziature larghissime.

Vincitore: Probabilmente i Lakers speravano di ottenere qualcosa in più dalla cessione di Williams ma tutto sommato il prezzo è in linea con il mercato delle altre squadre.

Washington Wizards-Brooklyn Nets
Andrew Nicholson & Marcus Thornton & prima scelta 2017 (Wizards, protezione top 14) x Bojan Bogdanovic & Chris McCullough

Gli Wizards erano la squadra competitiva più corta della lega con i soli Oubre Jr. e Satoransky pronti a far rifiatare il quintetto titolare. In Bogdanovic trovano un ottavo giocatore capace di tenere modestamente il campo e le sue -ottime- doti di tiratore dall’angolo verranno esaltate dal gioco di Wall. Brooklyn continua nella lenta ricostruzione assorbendo contratti negativi ed una tarda prima scelta, l’unico margine di manovra rimasto dopo la gestione King, poor Sean Marks.

Vincitore: Buona trade per entrambe le squadre, da valutare le cifre della firma di Bogdanovic quest’estate.

 

Atlanta Hawks-Philadelphia 76ers
Thiago Splitter & una seconda scelta & diritto di scambio su una futura seconda x Ersan Ilyasova & una seconda scelta

Trade piuttosto marginale. Splitter è ormai un infortunio ambulante e scadrà a fine anno mentre Ilyasova può essere un buon panchinaro per Bud ed Atlanta. Scambio comprensibile per gli Hawks meno per i 76ers che nel turco avevano trovato un buon veterano da affiancare ad Embiid ed Okafor.

Vincitore: Hawks, perché un mediocre giocatore NBA e sempre meglio di un non giocatore NBA.

Dallas Mavericks-Philadelphia 76ers
Justin Anderson & Andrew Bogut & una prima scelta 2017 (Mavericks, protetta top-18) x Nerlens Noel

Che i tre centri dei 76ers avessero le ore contate era risaputo ma la gestione di Colangelo non ha mancato di generare mosse dubbie.
Okafor è il peggior giocatore del terzetto e Philadephia ha cercato di cederlo in ogni modo -allontanandolo anche dalla squadra- finendo per svalutarne il profilo. Nel tentativo di rimediare all’abbondanza di lunghi Colangelo ha accettato una trade che a conti fatti è uno scambio alla pari fra Anderson e Noel, tanto che Bogut è prossimo al taglio ed i Mavs non andranno certo ai Playoff.
Anderson è un buon atleta ma non ha un tiro affidabile e non è ancora capace di cambiare il destino di una partita sul lato difensivo del campo. Noel è più giovane, è già uno dei migliori giovani difensori della lega ed ha dimostrato di poter giocare di fianco a Embiid (impensabile per Okafor). A Dallas potrebbe evolversi in un buon giocatore di P&R e confermarsi come una versione più mobile -ma più piccola- di Chandler.

Vincitore: Dallas Mavericks, Anderson potrebbe diventare un buon giocatore NBA, Noel lo è già.

Oklahoma City Thunder – Chicago Bulls

Anthony Morrow & Joffrey Lauvergne & Cameron Payne x Taj Gibson & Doug McDermott & una seconda scelta del 2018

Questa è stata una delle trade più discusse, e più importanti, della deadline. I Thunder ottengono ciò di cui avevano più bisogno. In primo luogo un tiratore dal perimetro in grado di metterla con continuità sugli scarichi che Westbrook genera facendo collassare su di sé la difesa quando penetra. McDermott non è forse il miglior tiratore sulla piazza, ma era uno dei più semplici a cui arrivare e ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. A Chicago non ha avuto l’impatto che la dirigenza Bulls si aspettava, anche se pensare che potesse vagamente essere ciò che era stato al college era folle. Ai Thunder troverà un ambiente più sereno rispetto a Chicago e soprattutto maggiore spazio, inteso sia come tempo di permanenza sul campo sia in termini di spaziature. Dovrà solo fare ciò che gli riesce meglio: tirare. In secondo luogo i Thunder vanno a coprire lo spot in cui avevano più carenze: quello di ala grande. Se infatti fino ad ora il ruolo ricadeva praticamente interamente sulle spalle del rookie Domantas Sabonis, che non aveva per niente sfigurato per essere una matricola, ora viene affiancato da un ottimo veterano. Vero, Gibson non ha il tiro da tre per allargare il campo come forse è attualmente richiesto a un 4; tuttavia è dotato sia di un ottimo gioco dalla media che di un altrettanto buon gioco in post. In più è anche capace di giocare negli spazi con un centro vecchio stile (come lo sono Kanter e Adams) avendo giocato per tutta la carriera al fianco di Noah.

Un applauso va quindi fatto a Sam Presti che è riuscito a ottenere tutto questo per role player facilmente sostituibili e che da tempo non erano nelle rotazioni dei Thunder. Resta da capire ora con chi ballerà Payne nel pre partita, l’unica skill che ci faceva capire che era parte di un roster Nba.

In casa Bulls non si sa bene cosa stia accadendo: Butler non si è mosso, Rondo è ancora lì a rendere ancor più triste la parte finale della propria carriera. Se ne sono andati due delle poche non teste calde dello spogliatoio dei Tori; tra cui un veterano tra i più ascoltati, e amati. Le ultime due stagioni Bulls sono un trattato su come creare una squadra disfunzionale e come continuare a peggiorarla con ogni mossa possibile. E non sembra che ci si voglia fermare.

Milwaukee Bucks – Denver Nuggets

Roy Hibbert x una futura seconda scelta (protetta)

Un momento di silenzio per la parabola umana e sportiva di Hibbert. Un All Star fino a quattro stagioni fa, un ottimo rim protector che ora non riesce più a (ri)trovare il proprio posto nel mondo e nella pallacanestro. Scambiato da due squadre nel giro di una settimana in cambio sostanzialmente di nulla. Peccato, davvero. Speriamo almeno che nel ruolo di chioccia per le nuove leve Nuggets (leggasi Jokic) possa trovare gli stimoli che forse in questi ultimi anni gli sono mancati.

Houston Rockets – Brooklyn Nets

KJ McDaniels x spazio salariale (3 mln)

Anche qui mossa che accontenta entrambi: Houston si libera di un esubero e libera spazio salariale da usare nel mercato dei buyout; i Nets ottengono una giovane ala da poter testare in questa seconda parte di stagione.

Los Angles Lakers – Houston Rockets

Marcelinho Huertas (poi tagliato) x Tyler Ennis

Una trade in cui hanno vinto entrambe le parti in gioco: i Lakers si liberano di un giocatore che in Nba centrava poco (giusto il tempo per farsi ridicolizzare la scorsa stagione e via) ricevendo in cambio un giocatore che ha sì faticato molto per trovare il proprio posto nella Lega – e a oggi non lo ha ancora trovato – ma che ha solo 22 anni. Houston invece sfoltisce il reparto guardie e tagliando Huertas libera spazio dal proprio monte salari.

Atlanta Hawks – Phoenix Suns

Mike Scott x una seconda scelta e soldi

Mossa a basso rischio per i Suns: Mike Scott è un’ala che in questa stagione ha faticato molto dalla linea dei 7.25 – un misero 14.8% – ma che la scorsa stagione si è attestato poco sotto il 40% (39.2% per la precisione). Considerando che quest’estate sarà free agent, questa trade avvantaggia sia i Suns che prendono un possibile buon tiratore senza rischiare nulla, sia gli Hawks che liberano spazio dal salary cap e ottengono una scelta in più.

Phoenix Suns – Toronto Raptors

PJ Tucker x Jared Sullinger & due seconde scelte (2017 e 2018)

Ottima mossa da parte di Toronto che si libera di un giocatore che non rientrava più nelle rotazioni di coach Casey ottenendo in cambio una guardia/ala piccola votata alla difesa e al tiro da tre punti (34.7% in carriera). I Raptors avevano bisogno di rinforzare la panchina e lo spot di ala grande; con gli acquisti di Ibaka e Tucker si sono decisamente riforniti per cercare di tener testa a Cleveland nella postseason. Considerando che sia il contratto del congolese che dell’ex-Suns sono in scadenza quest’estate, il GM Masai Ujiri si conferma uno dei migliori di tutta la Nba.

Da parte di Phoenix una mossa che va vista nell’ottica di una squadra in rifondazione: si sono liberati di un veterano con un contratto in scadenza in estate; in cambio hanno ottenuto Jarred Sullinger e, soprattutto, due seconde scelte buone per cercare giovani che possano essere più funzionali nei Suns del futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *